La sfida della mobilitazione ucraina, nella guerra su vasta scala

L'Ucraina è riuscita finora in un'impresa difensiva che poche altre nazioni europee sarebbero state in grado di compiere. Il servizio militare è divenuto però una delle questioni più controverse, e questo è fonte di minacce sia dall'esterno che dall'interno. C'è un divario crescente tra coloro che prestano servizio e non sanno quando saranno smobilitati e coloro che sono riusciti a evitare la mobilitazione. Tale ingiustizia abbassa il morale e crea problemi per la coesione sociopolitica.

(di Jakob Hedenskog e Andreas Umland, analisti presso lo Stockholm Centre for Eastern European Studies (Sceeus) che è parte dello Swedish Institute of International Affairs (UI). L’articolo si basa su un recente rapporto dello Sceuss.Traduzione a cura di Memorial Italia)

01 gennaio 2026
alle 13:55

Il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione su vasta scala da parte della Russia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che introduceva la legge marziale. Nei primi mesi di guerra, l’esercito ucraino e le forze di difesa territoriale (truppe terrestri su base locale) sono cresciuti rapidamente grazie all’afflusso di volontari e riservisti assai motivati. Tuttavia, nel corso del 2023, e in particolare dopo la fallita controffensiva estiva di quell’anno, il calo del numero di nuove reclute nelle Forze armate dell’Ucraina (Zbrojni syly Ukraïny – Zsu) si è fatto un problema sempre più cocente. Già sul finire dell’anno, la carenza di effettivi ha iniziato ad essere ammessa pubblicamente dai funzionari ucraini.


Soldati ucraini
Soldati ucraini (Foto di Aleksey Kashmar su Unsplash
)

Il 19 dicembre 2023, il presidente Zelensky ha dichiarato ai giornalisti durante una conferenza stampa che l’esercito aveva stabilito la necessità di mobilitare altri 450.000-500.000 soldati. Ciò si è rivelato un arduo compito. La mobilitazione era ed è necessaria con urgenza per sostituire le perdite, per la rotazione delle truppe esauste e per disporre di forze sufficienti per resistere alle offensive russe e, se possibile, contrattaccare. Eppure, essa è diventata sempre più impopolare fra la popolazione e rappresenta un onere economico per un paese con un prodotto interno lordo in calo.


La legge sulla mobilitazione del 2024


La prima bozza di una nuova legge sulla mobilitazione è stata presentata al parlamento ucraino, la Verchovna Rada, il 25 dicembre 2023. È stata subito criticata dai politici e da varie istituzioni, nonché dall’opinione pubblica ucraina, per aver limitato i diritti dei coscritti e aumentato il rischio di corruzione. Il 30 gennaio 2024 è stato presentato un nuovo disegno di legge (n. 10449). Nonostante siano stati sottoposti oltre 4.000 emendamenti, il 11 aprile è stato rapidamente approvato dalla Verchovna Rada e, cinque giorni dopo, firmato dal presidente Zelensky. Tale disposizione, entrata in vigore il 18 maggio come Legge n. 3633-IX, ha rappresentato una riforma significativa del servizio militare, della mobilitazione e dell’iscrizione militare. Essa semplifica il processo, garantisce procedure più trasparenti e stabilisce linee guida chiare per i cittadini e le autorità in materia di coscrizione e obblighi militari. Le principali disposizioni della legge sono riportate qui di seguito.


Registrazione militare. 


Tutti gli uomini idonei al servizio militare (coscritti e riservisti in età compresa tra i 18 e i 60 anni) devono aggiornare i propri dati personali nel registro militare – presso il centro di reclutamento territoriale, il centro di servizi amministrativi o tramite un archivio elettronico denominato Reserv+ – entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. I cittadini registrati devono portare sempre con sé i propri documenti di arruolamento militare e presentarli su richiesta alle autorità o alla polizia.


La legge consente l’arruolamento volontario, a differenza di quello obbligatorio, per via elettronica, ed elimina misure quali la limitazione della libertà di movimento per i trasgressori o il sequestro dei fondi.


Rinvio e adempimento della coscrizione. 


Tutti gli studenti a tempo pieno potranno ottenere un rinvio qualora stiano frequentando un corso di istruzione terziaria. Sono state introdotte sanzioni più severe, multe incluse, per le persone che non rispettino le norme sull’arruolamento militare. Alcune persone con precedenti penali (ad eccezione di coloro che hanno commesso reati gravi) potranno essere mobilitate per il servizio militare, il che comporta a volte la sospensione dei procedimenti giudiziari a loro carico.


Misure aggiuntive.


Oberih (talismano), un registro elettronico unificato dei coscritti, delle persone tenute al servizio militare e dei riservisti, nonché un sistema di identificazione militare digitale sono stati introdotti per modernizzare e semplificare l’aggiornamento dei registri e la comunicazione. Gli ucraini che soggiornano all’estero per più di tre mesi sono tenuti ad adeguare i propri dati nel registro, pena la cancellazione della loro registrazione. Sono stati introdotti congedi annuali garantiti, compensi monetari e altri benefici come incentivi per gli uomini che si arruolano.


Le sfide chiave della mobilitazione


Sebbene la nuova legge migliori il procedimento, in particolare introducendo un sistema digitale semplificato per la registrazione militare e la coscrizione, l’Ucraina deve ancora affrontare molte sfide importanti. L’intenso dibattito pubblico in Ucraina associa la continua carenza di effettivi delle Zsu alla corruzione, alla stanchezza della società, alle inefficienze istituzionali, all’eredità sovietica e all’impatto negativo della propaganda russa. Queste sfide nell’insieme minano la capacità dell’Ucraina di garantire il livello delle truppe e mantenere una forte difesa in prima linea contro le continue incursioni russe.


La carenza di personale


Il problema dell’insufficienza di truppe nelle Zsu era divenuto grave già alla fine del 2025 e ora rappresenta una sfida principale per la capacità dell’Ucraina di contrastare le avanzate russe. Le unità ucraine in prima linea operano spesso con solo il 30% della forza prevista. Alcune brigate stanno esaurendo la fanteria e non sono più in grado di presidiare adeguatamente le linee difensive. All’inizio del 2025, si stimava che l’Ucraina avesse bisogno di circa 300.000 nuove reclute per rifornire le unità e ripristinare la potenza di combattimento, ma da allora è riuscita a reclutarne solo 200.000 circa, un numero insufficiente a compensare le perdite dovute ai morti, ai feriti e alle diserzioni. Nel frattempo, i reclutamenti mensili si attestano tra le 17.000 e le 24.000, mentre quelli della Russia si attestano attorno ai 30.000 al mese, ampliando ulteriormente il divario di effettivi.


Il presidente Zelensky ha dichiarato che le truppe ucraine sui fronti chiave, come quello di Pokrovsk, nell’oblast’ di Donec’k, si trovano in inferiorità numerica di otto a uno rispetto alle forze russe, a dimostrazione del drammatico squilibrio generale derivante dalla carenza di truppe ucraine. Poiché la capacità dell’Ucraina di difendere la lunghissima linea del fronte è ostacolata dalla mancanza di reclute, c’è il rischio di ulteriori perdite di territorio.


Al pari della Russia, anche l’Ucraina ha iniziato a consentire ai carcerati di sostituire la prigione con il fronte. All’inizio di luglio 2025 più di 9.400 detenuti che avevano espresso il desiderio di essere mobilitati sono stati rilasciati dagli istituti penitenziari. Altri 1.500 detenuti erano in attesa di approvazione per prestare servizio nell’esercito al posto di scontare una pena detentiva.


Soprattutto negli ultimi due anni, i casi di diserzione sono aumentati vertiginosamente in Ucraina. Stando alle fonti, sarebbero decine di migliaia gli assenti all’appello, il che riflette non solo il timore di diventare vittime sul campo di battaglia, ma anche una profonda stanchezza sociale, un calo del morale e una sfiducia nei confronti delle unità di combattimento, dato che alcuni disertori lasciano la loro unità di appartenenza per unirsi ad altre. Nel 2024, 51.000 soldati hanno lasciato le loro unità senza permesso, più del doppio rispetto all’anno precedente.


Corruzione e debolezza istituzionale


Diversi casi di corruzione hanno compromesso lo sforzo bellico dell’Ucraina, consentendo l’evasione dal servizio militare in cambio di tangenti, sperperando i fondi destinati alla difesa e indebolendo la preparazione bellica complessiva e l’allocazione di risorse. Ad esempio, il rilascio di certificati medici falsi da parte di funzionari medici militari e civili corrotti per esentare dalla coscrizione chi era idoneo ha minato l’integrità delle valutazioni di idoneità al servizio.


Altri esempi includono l’espatrio organizzato di cittadini idonei alla coscrizione in Ucraina, grazie a documenti falsi come diagnosi mediche e permessi di circolazione per convogli umanitari per facilitare l’attraversamento illegale delle frontiere ai checkpoint ufficiali. Solo nel 2024, oltre 120 funzionari sono stati accusati di essere coinvolti in tali attività.


Resistenza sociale


La mobilitazione in corso sta minando sempre più la coesione sociale ucraina. Sebbene all’inizio della guerra la società abbia dimostrato una solidarietà senza precedenti, il conflitto prolungato, le difficoltà economiche e le attitudini contraddittorie nei confronti della mobilitazione stanno mettendo a dura prova l’unità nazionale. Le questioni relative alla mobilitazione, tra cui la percezione di iniquità nel processo di reclutamento e la mancanza di regole trasparenti sull’avvicendamento, hanno generato sentimenti di ingiustizia che minacciano la coesione sociale. Alcuni segmenti della società si sentono esclusi o sopraffatti dalle esigenze della guerra.



Altri fattori complicano la coesione sociale complessiva, come la tensione causata dagli esodi interni ed esterni, le differenti esperienze degli ucraini all’estero rispetto a quelli in patria, i problemi di salute mentale e i disaccordi politici. Questi elementi aggravano la stanchezza sociale e l’esaurimento emotivo, mettendo ulteriormente a dura prova i legami sociali. La mobilitazione è stata fondamentale per la difesa e la resilienza dell’Ucraina, ma accentuerà anche la polarizzazione interna se non sarà gestita in modo trasparente ed equo.


Formazione e leadership inadeguate


Anche la carenza di formazione, la sfiducia nei comandanti e il morale basso sono problemi nel processo di mobilitazione. I comandanti ucraini hanno espresso preoccupazione per il fatto che molti soldati appena mobilitati non hanno una formazione di base e necessitino di settimane per acquisire le competenze militari fondamentali. Una formazione insufficiente rende vulnerabili i soldati in prima linea e contribuisce a un alto numero di caduti.



Vi sono inoltre problemi legati alla cattiva gestione, a una leadership inesperta o comunque inadeguata e alla mancanza di coordinamento all’interno delle brigate di recente formazione, che ne minano il morale e l’efficacia. La fiducia nei comandanti è fondamentale e la sua assenza ha portato i soldati ad abbandonare le unità più deboli a favore di quelle con una migliore leadership. Questi fattori incidono ulteriormente sulla motivazione e sulla fiducia delle truppe e possono contribuire a battute d’arresto operative e perdite sul campo di battaglia.


Limiti demografici ed economici



I limiti demografici ed economici impongono un difficile compromesso, per i decisori ucraini, tra il mantenimento di una forza di difesa efficace e la garanzia di una stabilità economica sufficiente a sostenere lo sforzo bellico e l’economia civile.

Negli ultimi decenni, le prospettive demografiche dell’Ucraina sono cambiate, passando da un paese con un tasso di natalità modesto a uno con una popolazione in rapido invecchiamento e un numero sempre più ridotto di giovani. Per gran parte degli anni Ottanta, il tasso di fertilità totale (TFT) dell’Ucraina era di due figli o più per ogni donna. Nel 2001, tuttavia, il TFT già era sceso a un minimo di 1,1. Durante gli anni Novanta e i primi anni Duemila, la crisi economica seguita alla dissoluzione dell’Unione Sovietica ha portato a bassi tassi di natalità e a un aumento dell’emigrazione. La popolazione ucraina è diminuita, passando da un massimo di oltre 50 milioni all’inizio degli anni Novanta a circa 37 milioni nel 2024.


Ciò significa che le persone della fascia d’età che sarebbe più rilevante per la mobilitazione odierna e nel prossimo futuro, ovvero quella tra i 20 e i 35 anni, sono relativamente poco numerose rispetto al passato. Inoltre, sono anche quelle che dovrebbero trovarsi nella fase di costituzione della famiglia che crea le generazioni future. La mobilitazione di questa fascia d’età ha un importante effetto negativo a lungo termine sulla demografia dell’Ucraina e sulle generazioni che verranno.


Non sorprende che il calo della popolazione in Ucraina abbia subito un’ulteriore accelerazione dall’inizio dell’invasione su larga scala. Nel 2024, ad esempio, l’Ucraina ha registrato 495.090 decessi, quasi tre volte il numero dei nati, mentre le nascite sono diminuite del 35,5% rispetto al 2021.


L’Ucraina deve affrontare una significativa carenza di manodopera a causa della mobilitazione, che rende difficile per le imprese assumere e mantenere i lavoratori. Questa carenza riguarda sia la manodopera qualificata che quella non qualificata, crea conflitti tra le esigenze militari e gli interessi economici, compromettendo le attività commerciali e la crescita. L’invecchiamento del personale militare e il calo del numero di volontari aggravano tale problema.


Sebbene gli stipendi e i bonus per il personale militare siano aumentati più volte dall’inizio della guerra su vasta scala, rimangono al di sotto della media degli stipendi occidentali e sono inferiori agli attuali incentivi russi. Nel 2025, l’indennità monetaria minima di base per il personale delle Zsu era di 20.130 grivne, pari a circa 400 euro. In aggiunta, sono previsti compensi per i soldati che firmano un contratto, sono feriti, vengono fatti prigionieri o hanno titoli accademici, onorificenze e titoli sportivi o altri meriti personali. Anche la regione di dispiegamento, il tipo di unità, la durata del servizio e la probabilità di partecipazione a missioni di combattimento giocano un ruolo rilevante. Lo stipendio mensile medio complessivo del personale militare in prima linea nel 2025 era di circa 100.000 grivne, ovvero circa 2.000 euro.


Il reperimento dei fondi e lo sforzo bellico, come anche la riparazione e la ricostruzione delle infrastrutture distrutte, mettono a dura prova il bilancio e l’amministrazione dello stato ucraino. I costi per l’addestramento, l’equipaggiamento e il mantenimento dei soldati sono in aumento. Un sistema di differimento economico, in base al quale i contributi versati dalle aziende possono esentare alcuni lavoratori dal servizio militare, è costoso rispetto agli stipendi medi, ma cambia poco la situazione complessiva del bilancio.


Il governo ucraino sta faticando a trovare un equilibrio tra le esigenze militari e la sostenibilità economica, il che porta a ingenti deficit fiscali e alla necessità di aumentare le tasse e tagliare la spesa pubblica.


Impatto negativo della propaganda russa


La propaganda russa sta prendendo di mira il morale e l’unità dell’Ucraina, ostacolando il suo sforzo di mobilitazione attraverso un’ampia disinformazione e operazioni psicologiche. Ciò include la diffusione di false narrazioni volte a screditare e indebolire la leadership militare e politica dell’Ucraina, creando sfiducia fra i militari e i civili e amplificando le tensioni interne regionali, come ad esempio enfatizzando la disparità di trattamento negli sforzi di mobilitazione. La propaganda russa sfrutta i social media per diffondere contenuti reali e inventati che mostrano, tra le altre cose, presunte torture, nonnismo e abusi all’interno dell’esercito ucraino per intimorire i potenziali coscritti e i civili. Una notizia diffusa dalla propaganda russa sosteneva così che la Corte Suprema ucraina avesse emesso una sentenza che permette ai cittadini di sparare ai funzionari dei centri di reclutamento.


La propaganda sfrutta anche la narrazione secondo cui solo gli ucraini poveri vengono mobilitati mentre i ricchi evitano il servizio militare, incoraggiando il conflitto tra civili e militari e diffondendo il motivo della “caccia alla carne” per dissuadere dall’arruolamento. Essa si rivolge agli ucraini sia in patria che all’estero, sostenendo che l’Europa stia respingendo i rifugiati ucraini e dipingendo l’Ucraina come un paese corrotto e inefficiente, un fantoccio delle potenze occidentali. Queste misure sono parte integrante di una più ampia strategia russa volta a fiaccare la determinazione collettiva della società ucraina e la sua fiducia nella leadership e nelle forze militari, rallentando così la mobilitazione e riducendo la capacità di difesa complessiva del paese contro l’invasione.


La strada da percorrere


Le idee discusse dal governo ucraino, dalla comunità di esperti nazionali e internazionali e dalla società civile per risolvere il problema della carenza di personale delle Zsu sono molteplici. I cambiamenti discussi sono per lo più volti ad aumentare l’attrattiva del servizio militare e vanno dai maggiori incentivi finanziari per il servizio in prima linea al miglioramento dell’addestramento e del comando militare, alla lotta alla corruzione e alla malagestione, a un incremento dell’uso di droni per le operazioni di assalto, a un avvicendamento più frequente e a congedi più lunghi per i soldati. Si discute anche di coscrizione neutrale da un punto di vista del genere e di un aumento del reclutamento di mercenari stranieri.


Nel 2025 l’Ucraina ha attuato varie riforme, come l’introduzione di contratti a tempo determinato, il permesso per gli uomini di età compresa tra i 18 e i 22 anni di lasciare l’Ucraina nonostante la legge marziale, e un nuovo programma di addestramento militare di base per i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Un’altra riforma ha portato a una transizione verso una struttura di comando basata sui reparti per migliorare l’efficienza operativa. Il governo ha aumentato gli obiettivi di coscrizione incrementando l’età massima di leva e riducendo le esenzioni, mentre ha intensificato la repressione verso l’evasione dal servizio militare attraverso pene più severe e l’introduzione di un registro digitale. Nel novembre 2025, il Ministro della Difesa Denys Šmyhal’ ha annunciato un’ulteriore revisione dei contratti per i soldati dell’esercito. Questi fissano i limiti alla durata del servizio da uno a cinque anni, aumentano l’indennità mensile di base (a partire da 50-60.000 grivnie, ovvero circa 1000-1200 EUR) nonché i bonus di assunzione e i compensi di combattimento, e consentono alle reclute di scegliere la propria brigata e posizione.


Una delle questioni più centrali nella legge per la mobilitazione del 2024 è che non include una chiara specificazione della procedura per la smobilitazione dei soldati in servizio. All’ultimo minuto, lo Stato Maggiore dell’Esercito e il Ministero della Difesa hanno chiesto che le disposizioni relative alla smobilitazione fossero escluse dalla legge principale sulla mobilitazione, temendo che ciò potesse portare alla perdita di soldati esperti e a indebolire la capacità di difesa del paese nel contesto del conflitto in corso. Una volta mobilitato, un soldato è attualmente tenuto a prestare servizio fino alla fine della guerra. Questo impegno a tempo indeterminato è uno degli aspetti psicologicamente più difficili del servizio militare, che mina il morale delle truppe. 


Conclusioni e raccomandazioni strategiche


Dall’inizio dell’invasione su larga scala, l’Ucraina ha ottenuto risultati inaspettatamente positivi nella difesa del proprio territorio e del sistema di sicurezza europeo senza il sostegno derivante da un intervento militare diretto da parte di altri stati, ma solo con la fornitura di equipaggiamento militare. Si tratta di un’impresa che poche altre nazioni europee sarebbero state in grado di compiere. Peraltro, l’Ucraina ha raggiunto tale risultato preservando in larga misura un assetto politico relativamente aperto e pluralista. Ha tuttora un’opposizione attiva e una società civile indipendente, ed è sulla strada di una stabile integrazione nell’UE.


Eppure, alla fine di quest’anno il servizio militare è divenuto una delle questioni più controverse in Ucraina, e questo è fonte di minacce sia dall’esterno che dall’interno. Il vicecomandante della 3ª brigata indipendente, il tenente colonnello Maksym Žorin, ha denunciato: “In una guerra su così vasta scala, dove è importante coinvolgere l’intera popolazione, non dovrebbero combattere solo i volontari motivati e coloro che non hanno potuto comprarsi un posto nella riserva. Dovrebbero combattere i rappresentanti di tutte le categorie della società. Ciò include i figli di politici, funzionari, blogger e attivisti, nonché i rappresentanti del mondo dello spettacolo”. Denunce come queste dimostrano che la questione è diventata una sfida fondamentale per la difesa dell’Ucraina, che mette in forse la resilienza del Paese.


C’è un divario crescente tra coloro che prestano servizio e non sanno quando saranno smobilitati e coloro che sono riusciti a evitare la mobilitazione. Tale ingiustizia abbassa il morale e crea problemi per la coesione sociopolitica. Kyiv deve creare condizioni più credibili e prevedibili per i suoi soldati e dimostrare che sta facendo tutto il possibile per garantire che il maggior numero possibile di persone presti servizio. I soldati mobilitati devono sentirsi protetti e correre il minor rischio possibile di essere uccisi o feriti.


Oltre a ciò, la questione irrisolta della mobilitazione mette a dura prova la reputazione dell’Ucraina tra i partner internazionali. In passato, alcuni analisti statunitensi hanno sostenuto che l’Ucraina ha ricevuto le armi di cui ha bisogno dai suoi partner occidentali e che ora spetta ad essa fornire il personale necessario per utilizzarle in modo efficace. Il reclutamento militare è diventato una questione di credibilità per il Paese.


Il presente studio non fornisce consigli specifici al governo ucraino e alle ONG competenti su come affrontare le varie questioni descritte sopra o altrove. Esistono innumerevoli idee e un intenso dibattito interno su come migliorare la situazione. Ci limiteremo perciò a ribadire le idee già espresse da vari commentatori, secondo cui il governo e il parlamento ucraini dovrebbero mirare a:



(a) creare condizioni più giuste, eque e attraenti per il servizio militare;
(b) affrontare il tema della smobilitazione secondo regole trasparenti;
(c) affrontare con determinazione questioni quali la corruzione e l’incompetenza del comando,
(d) lavorare instancabilmente per preservare la fiducia dell’opinione pubblica, la coesione sociale e l’unità nazionale.


Un gran numero di partner internazionali governativi e non governativi che sono a fianco del popolo ucraino sono pronti a sostenerlo nella sua lotta per la sopravvivenza. Tali attori esterni potrebbero contribuire a risolvere la crescente carenza di personale delle Zsu nei seguenti modi:


1. Sostenere finanziariamente l’Ucraina affinché i suoi soldati ricevano un addestramento adeguato, una retribuzione allettante e un equipaggiamento di qualità.


2. Sostenere lo stato ucraino con armi il più possibile avanzate che possano contribuire a ridurre le perdite di soldati in prima linea.


3. Sostenere le Zsu con artiglieria a lungo raggio, missili e droni, nonché aerei da combattimento, consentendo di combattere con un rischio ridotto per i propri soldati.


4. Sostenere la difesa dell’Ucraina occidentale e centrale con zone di protezione aerea (Sky Shield) che consentirebbero a Kyiv di spostare le truppe dalla retroguardia al fronte.


5. Sostenere lo stato ucraino con una cooperazione tecnologica volta a portare a termine compiti rischiosi in prima linea con l’aiuto di veicoli senza pilota, intelligenza artificiale e robotica.


6. Sostenere le istituzioni, le organizzazioni ucraine e gli individui impegnati nella progettazione, nella promozione e nell’attuazione della riforma militare.


7. Sostenere gli sforzi dello stato ucraino per motivare i propri cittadini residenti all’estero a tornare in patria e ad arruolarsi nelle forze armate.


8. Sostenere la formazione di medici e paramedici da campo per assistere ed evacuare i feriti e i morti in modo rapido e professionale.


9. Sostenere lo stato ucraino nella cura dei soldati feriti o traumatizzati e nel reinserimento sociale dei veterani.


Da ultimo, ma non meno importante, gli alleati di Kyiv dovrebbero sostenere l’Ucraina con tutti i mezzi a loro disposizione – politici, economici e di sicurezza – per salvaguardare la sovranità del Paese durante il processo guidato dagli Stati Uniti per una soluzione negoziata della guerra, creando le condizioni per una pace giusta e duratura. La Russia sta avviando i negoziati con la richiesta che la sovranità dell’Ucraina sia limitata in termini di dimensioni dell’esercito e della capacità di ricevere assistenza dai partner esterni. Tali restrizioni aggraverebbero ulteriormente le sfide che l’Ucraina deve affrontare nella sua autodifesa, nella mobilitazione e nell’addestramento dei suoi soldati, nel suo sistema politico e nella coesione sociale. Aumenterebbero la probabilità di future aggressioni russe che potrebbero influenzare direttamente non solo l’Ucraina, ma anche gli altri paesi europei.

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