La recente partecipazione di Aleksandra Skočilenko alla celebrazione romana della Giornata dei Giusti e le parole di Laura Boldrini portano luce sulla drammatica situazione dei minori, cittadini della Federazione Russa, incriminati e detenuti per reati come favoreggiamento del terrorismo o dell’estremismo. Due anni fa abbiamo avuto modo di parlare di Arsenij Turbin. La sua situazione non è cambiata. Desideriamo ricordare anche Nikita Uvarov. La vita di questi ragazzi rischia di essere distrutta da un sistema repressivo sempre più crudele e incapace di comprendere e rispettare le norme della giurisprudenza e della giustizia.

Il Centro per la difesa dei diritti umani Memorial ci ricorda che poche settimane fa, a breve distanza della prevista scarcerazione, Nikita Uvarov, oggi ventenne, è stato nuovamente arrestato in base a differenti capi di accusa.
Nikita Uvarov aveva quindici anni quando nel 2020 è stato imputato nell’ambito del “caso degli adolescenti di Kansk” e ha dovuto scontare una pena con l’accusa di avere organizzato un attento all’edificio dell’FSB all’interno del videogioco Minecraft. La scarcerazione di Nikita era prevista per il prossimo 19 marzo, dopo quattro anni di reclusione durante i quali è diventato maggiorenne. Gli è stata tuttavia mossa una nuova accusa con conseguente nuovo arresto. Il tribunale distrettuale di Krasnojarsk lo ha arrestato in base all’articolo 282.2 (“Partecipazione ad attività di organizzazione estremista”) del Codice penale della Federazione Russa.
Secondo le indagini, nel febbraio e nel luglio 2025, il ragazzo, detenuto, si sarebbe presentato come membro di un movimento estremista di cui avrebbe illustrato agli altri detenuti le regole di vita e di comportamento, con l’intenzione di diffonderle. Al momento Nikita Uvarov si trova nel SIZO-1 di Krasnojarsk. È possibile scrivergli all’indirizzo 660075, Krasnojarsk, ulica Respubliki 72, SIZO-1, Uvarov Nikita Andreevich. Per aiuto e informazioni è possibile rivolgersi a Memorial Italia all’indirizzo info@memorialitalia.it.
L’ultima dichiarazione di Nikita Uvarov – il discorso che secondo la legislazione russa le imputate e gli imputati hanno il diritto di pronunciare prima che sia emessa la sentenza – è stata pronunciata al processo del 2022 ed è pubblicata in italiano nel volume Proteggi le mie parole curato da Sergej Bondarenko e Giulia De Florio.
Se mi daranno una condanna, la sconterò con la coscienza pulita e con dignità. E sarò in pace con me stesso, perché non ho mai insegnato a nessuno degli altri a fare cose brutte, non ero il loro leader, eravamo tutti alla pari ed eravamo solo amici. Non ho tradito nessuno. Non provo vergogna di fronte alle persone, amici o sconosciuti, che conoscono la nostra storia. Può essere che qualcuno non creda a me, ma alle forze dell’ordine, ma non ho comunque nulla di cui vergognarmi. Non ho mai pensato di far saltare in aria nessuno. È importantissimo, per me, che a sostenere me e mia madre ci siano anche persone che non conosco. Non sapevo né pensavo minimamente che dei volantini avrebbero portato a conseguenze simili. E invece sappiamo tutti cosa è successo dopo. Per l’ultima volta in questo processo tengo a dire che non sono un terrorista e non sono colpevole in base all’art. 205.3 del Codice penale della Federazione russa. Vorrei solamente finire gli studi, laurearmi e andarmene il più possibile lontano da qui, per non stressare l’FSB e nemmeno me stesso, per diventare un freelance o fare quello per cui ho studiato.
Tutte le immagini sono tratte dall’articolo in lingua russa di Novaja Gazeta dedicato a Nikita Uvarov: Юность на три буквы: ЕГЭ, АУЕ*, СВО. Политзэку Никите Уварову ужесточают условия в колонии, и книг в штрафном изоляторе он добивается только через голодовку — Новая газета.

