Il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha riconosciuto l’inesistente “Movimento sociale Internazionale Memorial” come organizzazione estremista.
L’istanza è stata esaminata in un’udienza a porte chiuse e il caso è stato classificato come “segretissimo”. Al legale di Memorial non è stato consentito di partecipare al processo. Rappresentanti dell’ONU, del Parlamento Europeo, dell’UE e di organizzazioni per i diritti umani internazionali e russe si sono schierati a sostegno di Memorial.
Abbiamo raccolto e tradotto le loro dichiarazioni.
Volker Türk (Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani)
Sono sconcertato dalla decisione delle autorità russe di designare Memorial, una delle più antiche e autorevoli organizzazioni per i diritti umani del Paese, come organizzazione “estremista”, criminalizzandone così l’essenziale lavoro di difesa dei diritti civili.
La decisione si inserisce in un quadro più ampio e inquietante, in cui le autorità russe utilizzano leggi nate per combattere l’estremismo per perseguire individui o organizzazioni, con il pretesto di una loro presunta affiliazione a pur vaghi movimenti o gruppi “estremisti”.
La perquisizione di ieri presso la testata indipendente russa Novaja Gazeta e il fermo del giornalista Oleg Roldugin sono ulteriori segnali di questa continua stretta ai danni dello spazio civico, della libertà di espressione e di associazione, nonché di una repressione mirata contro chiunque sia percepito come oppositore del Governo.
Esorto le autorità russe a garantire il rispetto degli obblighi che il diritto internazionale impone in materia di diritti umani. Chiedo l’immediata revoca dell’ultima sentenza su Memorial e la garanzia che nessun individuo sia soggetto a responsabilità penale o amministrativa per aver esercitato i propri diritti fondamentali, inclusi la libertà di espressione e la libera associazione pacifica.
Relatori speciali delle Nazioni Unite
Dall’inizio della guerra contro l’Ucraina nel 2022, le autorità russe hanno incrementato i loro attacchi alle libertà fondamentali, smantellando sistematicamente ciò che restava della società civile indipendente.
Nel proprio arsenale repressivo contro la suddetta società civile, il governo utilizza metodi come la designazione di massa di varie organizzazioni quali “non grate” o “agenti stranieri”, e l’uso strumentale delle leggi sulla sicurezza nazionale e l’ordine pubblico per perseguitare avvocati, giornalisti, attivisti contro la guerra e difensori dei diritti umani. L’abuso delle norme anti-estremismo e antiterrorismo è ormai un elemento chiave: le organizzazioni per i diritti umani vengono dichiarate “estremiste” o “terroriste”, con un seguito di accuse penali contro i loro membri o contro le persone a loro collegate (comprese le vittime di violazioni dei diritti umani).
A oggi, oltre 343 organizzazioni sono state riconosciute come “non grate”, più di 1.173 enti e individui sono stati dichiarati “agenti stranieri”, mentre 830 organizzazioni e 20.813 persone sono state inserite nella “lista dei terroristi ed estremisti”.
In questa nuova escalation, diverse importanti organizzazioni russe per i diritti umani sono finite nel mirino. Il 9 aprile 2026, durante un’udienza a porte chiuse della Corte Suprema, il Ministero della Giustizia ha chiesto di dichiarare il “Movimento Internazionale Memorial”, premio Nobel per la pace, come “organizzazione estremista”. Ciò riflette una strategia deliberata e consapevole atta a diffondere la paura tra il popolo russo e a privarlo dell’accesso a un’informazione indipendente, alla difesa dei diritti umani e all’assistenza legale. Questo passo segue alla chiusura di due rami di Memorial nel dicembre 2021 per la legge sugli “agenti stranieri” e per “riabilitazione del nazismo”, oltre alla designazione dell’”Associazione Internazionale Memorial” come “non grata” il 17 febbraio 2026. Se l’istanza venisse accolta, chiunque sia legato a Memorial rischierebbe la responsabilità penale e il carcere.
L’8 aprile 2026, sei attivisti del movimento giovanile Vesna sono stati condannati a pene tra gli 8 e i 12 anni di reclusione per presunta partecipazione a organizzazione estremista. Le accuse sono legate alla loro protesta contro la guerra della Russia in Ucraina. Il movimento Vesna era stato dichiarato “estremista” dal tribunale di San Pietroburgo il 6 dicembre 2022, che faceva seguito allo status di “agente straniero”.
La medesima strategia repressiva ha colpito anche la Fondazione Anticorruzione (FBK) del defunto leader dell’opposizione Aleksej Naval’nyj. Il 27 novembre 2025 la Corte Suprema l’ha dichiarata organizzazione “estremista” e l’ha bollata come “terrorista”. Analogamente, il Comitato contro la guerra della Russia è stato dichiarato “terrorista” il 2 marzo 2026. Il sostegno pubblico a una qualsiasi di queste organizzazioni è considerato reato. Già nell’ottobre 2025 l’FSB aveva aperto procedimenti penali contro 23 membri del Comitato contro la guerra con l’accusa di “terrorismo”.
Nel mirino sono finiti anche i difensori dei diritti dei popoli indigeni. Il 7 giugno 2024, la Corte Suprema ha dichiarato “estremista” l’inesistente “Movimento separatista anti-russo”, che comprende 55 organizzazioni di popoli indigeni e minoranze. Il 22 novembre 2024, il Forum delle nazioni libere della post-Russia, insieme a 172 presunti affiliati, è stato dichiarato “terrorista”. Tra questi, figura anche l’Aborigen-Forum, una rete informale di difensori dei diritti indigeni proveniente da 14 regioni del Nord, della Siberia e dell’Estremo Oriente.
Il 17 dicembre 2025 Dar’ja Egereva e Natal’ja Leongardt sono state detenute arbitrariamente e accusate di partecipazione a organizzazione terroristica a causa della loro attività per l’Aborigen-Forum. Nel caso di Egereva pare si tratti anche di una ritorsione per avere collaborato con l’ONU.
Condanniamo questa strategia deliberata che usa bollini come “antiestremismo” e “antiterrorismo” per annientare la società civile e imprigionare i difensori dei diritti umani.
Le autorità russe devono interrompere immediatamente qualunque processo contro chi difende i diritti umani e critica la guerra, rilasciando tutti coloro che sono stati detenuti arbitrariamente per attività comunque pacifiche. Siamo profondamente allarmati da un tale palese abuso delle leggi per criminalizzare la libertà di parola, che ha come unnico esito il totale annientamento della società civile in Russia. Tale pratica è inaccettabile e deve finire.
Hanno firmato la dichiarazione:
Mariana Katzarova, relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Russia.
Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria: Matthew Gillett (presidente-relatore), Ganna Yudkivska (vicepresidente), Ethan Hee-Seok Shin (vicepresidente), Miriam Estrada-Castillo, Mumba Malila.
Ben Saul, relatore speciale sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel contesto della lotta al terrorismo.
Mary Lawlor, relatrice speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani.
Irene Khan, relatrice speciale sulla promozione e protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione.
Delegazione dell’Unione Europea in Russia
La decisione odierna della Corte Suprema di riconoscere Memorial come organizzazione estremista è un duro colpo di chiara matrice politica ai danni della società civile in Russia.
Memorial è stata per decenni il baluardo della memoria storica e della difesa dei diritti umani, e lo è a tutt’oggi. Questo passo non riuscirà comunque a cancellare la sua eredità. In passato, lo Stato russo non solo aveva riconosciuto ufficialmente i meriti di Memorial, ma le aveva anche fornito un supporto diretto, e per molti anni i membri dell’organizzazione hanno fatto parte del Consiglio per i diritti umani.
L’UE sostiene fermamente chi continua a lottare per la verità storica e la giustizia in Russia. Chiediamo l’immediata liberazione di tutti i difensori dei diritti umani ed esprimiamo forte solidarietà alle forze che promuovono i valori democratici.
Deputati del Parlamento europeo
Siamo profondamente preoccupati per l’ultimo passo compiuto dalla Russia nel suo incessante tentativo di cancellare Memorial, una delle organizzazioni per i diritti umani più rispettate al mondo, insignita del Premio Nobel per la Pace e – dal Parlamento Europeo – del Premio Sacharov per la libertà di pensiero.
È allarmante che l’udienza si sia tenuta a porte chiuse e che né il testo della sentenza, né le motivazioni su cui si fonda saranno accessibili al pubblico o alle parti in causa. Il solo fatto che il caso sia stato classificato come “segretissimo” priva il procedimento di ogni parvenza di legittimità giudiziaria. L’udienza presenta tutti i tratti distintivi di una persecuzione perpetrata sotto lo scudo della legge.
Se la Corte Suprema dovesse accogliere l’istanza presentata dal Ministero della Giustizia, chiunque sia associato al “Movimento Internazionale Memorial” sarà passibile di procedimenti penali, rischiando condanne fino a 10 anni di reclusione. La semplice diffusione dei materiali di Memorial diventerà un reato penale. De facto, le autorità russe stanno criminalizzando chi documenta le violazioni dei diritti umani commesse in Russia.
Ma è solo l’ultima di una serie di misure legali sempre più severe contro Memorial, che vanno dalla liquidazione delle sue organizzazioni principali ai sensi della legge sugli “agenti stranieri” nel 2021, seguita dalla designazione quale “organizzazione non grata” all’inizio di quest’anno. L’”estremismo” era stato utilizzato anche nel 2023 per criminalizzare l’intera comunità LGBTIQ con un’unica sentenza, e rientra nel giro di vite ormai sistematico ai danni delle organizzazioni della società civile, dei difensori dei diritti umani, di media indipendenti, giornalisti, avvocati e opposizione politica.
Esortiamo le autorità russe a revocare immediatamente l’istanza, a porre fine a un tale accanimento giudiziario e a rendere note nella loro integrità le motivazioni che il Ministero della Giustizia ha sottoposto alla Corte Suprema. Esprimiamo la nostra piena e incrollabile solidarietà allo staff, ai legali e ai partner di Memorial – sia in Russia sia all’estero – che proseguono il loro lavoro essenziale nonostante gravi rischi personali.
Il Parlamento Europeo resta in stato di massima allerta e non rimarrà in silenzio su questa vicenda. Continueremo a esprimerci chiaramente e a usare ogni strumento a nostra disposizione affinché i responsabili siano chiamati a risponderne.
La dichiarazione è stata firmata da:
Ville Niinistö («Verdi» / ESL, Finlandia), presidente di delegazione nella Commissione per la cooperazione parlamentare UE-Russia.
Munir Satouri («Verdi» / ESL, Francia), presidente della sottocommissione per i diritti umani.
Sandra Kalniete (Partito Popolare Europeo, Lettonia), relatrice permanente della Commissione Affari Esteri per le questioni relative alla Russia.
Polonia (Ministero degli Esteri)
Il fatto che la Corte Suprema russa, a seguito dell’udienza a porte chiuse del 9 aprile 2026, abbia designato il “Movimento Sociale Internazionale Memorial” come organizzazione estremista è l’ennesima dimostrazione di come la Russia sceglie di affrontare il proprio passato scomodo: mettendo a tacere chi ha il coraggio di parlarne apertamente e sinceramente. Per decenni, l’attività di Memorial ha permesso di preservare e restituire la memoria delle vittime del terrore sovietico, incluse quelle del massacro di Katyn’.
La Polonia continua a dare grande valore al contributo di Memorial nello svelare e promuovere la verità su quanto accaduto a Katyn’. Tale sentimento si è riflettuto, per esempio, nel conferimento a Memorial del Premio Pro Dignitate Humana da parte del nostro Ministro degli Esteri nel 2012. Inoltre, Arsenij Roginskij – tra i fondatori dell’organizzazione e suo storico presidente – è stato insignito della Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia e (postumo) della Croce di Commendatore con Stella dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia. La Croce di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica di Polonia è stata conferita anche a Nikita Petrov, vicepresidente di Memorial, storico e ricercatore del periodo delle repressioni staliniane. Apprezziamo inoltre l’impegno di Memorial per la tutela dei diritti umani e delle libertà civili in Russia.
Siamo delusi dal fatto che l’eredità dell’organizzazione venga cinicamente criminalizzata dalle autorità del Paese. Allo stesso tempo, restiamo convinti che questa sentenza, insieme alle altre misure adottate dalle autorità russe per cancellare lo spazio pubblico di istituzioni e simboli che portano alla luce la vera storia della repressione, non riuscirà a seppellire la memoria né delle vittime del terrore né dei suoi carnefici.
Nello stesso giorno in cui Memorial, uno dei tre premi Nobel per la pace del 2022, veniva bollata come organizzazione estremista, la redazione di Novaja Gazeta – il cui caporedattore Dmitrij Muratov è stato anch’egli insignito del Nobel – veniva sottoposta a una perquisizione di diverse ore da parte delle autorità investigative russe.
Il giorno prima, in un altro processo di chiara matrice politica, sei attivisti del movimento giovanile Vesna sono stati condannati a lunghe pene detentive. Anche tale movimento era stato designato come estremista dalle autorità russe nel 2022. Anna Archipova, Jan Ksenžepol’skij, Vasilij Neustroev, Pavel Sinel’nikov, Valentin Chorošenin ed Evgenij Zateev sono stati condannati a pene comprese tra i 6 anni e 2 mesi e i 12 anni di carcere.
La Repubblica di Polonia si oppone con forza a ogni forma di violazione dei diritti umani.
Esortiamo le autorità russe ad abbandonare la pratica dei processi per motivi politici, a cessare la persecuzione dei media indipendenti e a rilasciare immediatamente tutti i prigionieri politici.
Esortiamo inoltre con forza la Federazione Russa a rispettare i propri impegni internazionali quanto alla difesa dei diritti umani e delle libertà fondamentali, inclusi la libertà di parola, la libertà di associazione e il diritto a un equo processo. Purtroppo, il clima nella Russia odierna riguardo al rispetto dei diritti umani e delle libertà civili somiglia sempre più a quello degli anni Trenta.
Francia (Ministero dell’Europa e degli Esteri)
La Francia condanna fermamente la decisione della Corte Suprema russa di riconoscere il da lei definito “Movimento Sociale Internazionale Memorial” come “organizzazione estremista”. La Francia tiene a ricordare di aver sempre apprezzato l’alto valore del ruolo di Memorial, chiusa nel 2021, nella lotta per i diritti umani in Russia e nella preservazione della memoria delle vittime delle repressioni sovietiche.
La Francia condanna altresì le pesanti pene detentive inflitte ai membri del movimento Vesna, riconosciuto dalle autorità russe come “estremista”: Anna Archipova (12 anni di reclusione), Jan Ksenžepol’skij (11 anni), Vasilij Neustroev (10 anni), Pavel Sinel’nikov (7 anni e 6 mesi), Evgenij Zateev (6 anni e 2 mesi) e Valentin Chorošenin (6 anni e 2 mesi).
La Francia esorta le autorità russe a rispettare i propri impegni internazionali in materia di tutela delle libertà e dei diritti fondamentali, a rilasciare chiunque sia detenuto per motivi politici e a porre fine, immediatamente e senza condizioni di sorta, ai procedimenti giudiziari avviati contro di loro.
Svezia (Ministero degli Esteri)
La decisione odierna di marchiare come estremista Memorial, premio Nobel per la pace, è l’ennesimo esempio della repressione sistematica della società civile in Russia. Questa sentenza rappresenta una grave perdita non solo per i diritti umani, inclusa la libertà di espressione in Russia, ma anche per l’accesso dei russi alla propria storia e alla documentazione sulle repressioni sovietiche.
Estonia (Ministero degli Esteri)
La decisione della Corte Suprema russa di riconoscere Memorial, premio Nobel per la pace, come organizzazione estremista è un ulteriore esempio delle repressioni sistematiche contro la società civile e i diritti umani nella Federazione Russa.
L’Estonia esprime piena solidarietà a coloro che lottano per la verità storica e la giustizia. In quanto membro del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, continueremo a difendere e promuovere i diritti umani, la libertà di parola e le libertà individuali.
Austria (Ministero degli Esteri)
La decisione della Corte Suprema della Federazione Russa di riconoscere Memorial, premio Nobel per la pace, come organizzazione estremista è un ulteriore passo – inconcepibile e radicale – sulla via della repressione delle libertà fondamentali e del principio di responsabilità in Russia e oltre.
Lussemburgo (Ministero degli Esteri)
La designazione del “Movimento Sociale Internazionale Memorial” come organizzazione estremista da parte della Corte Suprema della Federazione Russa è una dura perdita per la causa della memoria delle vittime delle repressioni sovietiche, ed è l’ennesimo campanello d’allarme per la società civile russa.
Espen Barth Eide (Ministro degli Esteri norvegese)
Condanno la decisione della Corte Suprema della Federazione Russa di riconoscere Memorial come organizzazione “estremista”.
Per decenni Memorial è stata e rimane un baluardo della verità storica e della difesa dei diritti umani. Siamo di fronte a un ulteriore esempio delle repressioni sistematiche contro la società civile in Russia.
Ambasciatori per i diritti umani di Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito
Noi, Ambasciatori per i diritti umani, siamo profondamente allarmati per la decisione della Corte Suprema della Federazione Russa di riconoscere il “Movimento Sociale Internazionale Memorial”, premio Nobel per la pace, come fantomatica organizzazione “estremista”.
Memorial è una delle più antiche e autorevoli organizzazioni per i diritti umani in Russia, e ha dedicato la propria attività alla preservazione della memoria delle vittime delle repressioni sovietiche. Memorial ha subito a lungo pressioni dallo Stato russo.
Condanniamo fermamente il continuo deterioramento della situazione dei diritti umani all’interno della Russia. Le autorità russe hanno l’obbligo di revocare leggi repressive che tutto permeano e vengono utilizzate per zittire la società civile.
Lars Castellucci (Incaricato del governo federale tedesco per i diritti umani e l’aiuto umanitario)
Nella Russia di Putin la storia è diventata un campo di battaglia. Conservare la memoria delle repressioni d’era sovietica è considerato “attività estremista”. Condanniamo la decisione odierna contro Memorial e siamo al fianco del suo incessante lavoro per la verità, la memoria e i diritti umani fuori e dentro i confini della Russia.
Freedom House (organizzazione internazionale per i diritti umani)
Condanniamo l’assurda decisione di Mosca di riconoscere come “estremista” Memorial, fra le organizzazioni per i diritti umani più rispettate al mondo nonché premio Nobel. Per decenni Memorial ha documentato le repressioni e difeso la verità. Il popolo russo merita di meglio.
Transparency International Russia, Centro anticorruzione
La decisione della Corte Suprema russa di inserire Memorial nell’elenco delle organizzazioni estremiste è un ulteriore passo verso lo smantellamento della società civile nel Paese.
Il processo si è svolto a porte chiuse, senza alcuna trasparenza e con gravi violazioni procedurali. Di fatto è stata bandita l’attività di quei difensori dei diritti umani che per decenni hanno documentato le repressioni politiche e protetto i diritti fondamentali.
È significativo che, ancora una volta, la parte in causa non sia una specifica struttura giuridica, ma quanto viene definito astrattamente come “movimento”, con conseguente rischio di procedimenti penali per un’ampia platea di persone: dai ricercatori agli attivisti civili e ai volontari.
Riteniamo che la decisione sia di mera matrice politica e sia volta a criminalizzare la memoria, il lavoro storico e l’attività in difesa dei diritti umani. Le autorità russe stanno sistematicamente distruggendo le istituzioni indipendenti, sostituendo l’applicazione della legge con la repressione. Oggi l’attacco è rivolto a Memorial, domani toccherà a qualsiasi forma residua di auto-organizzazione civile.
Transparency International Russia esprime solidarietà ai colleghi e ritiene necessario continuare a documentare e denunciare pubblicamente tali sentenze quali manifestazioni di corruzione sistemica e di State capture.
Hugh Williamson (Direttore di Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia centrale)
Le autorità russe devono revocare la sentenza punitiva contro Memorial e devono sostenere la società civile, non cercare di smantellarla. Definendo Memorial “estremista”, le autorità russe mettono essenzialmente fuorilegge il lavoro per i diritti umani. È l’ennesimo colpo basso in quello che è un attacco impressionante del Cremlino alla società civile. Ora più che mai Memorial e gli altri gruppi russi per i diritti umani hanno bisogno del sostegno della comunità internazionale.
Ales’ Bjaljacki (Presidente del Centro per i diritti umani bielorusso Vjasna)
Il Centro per i diritti umani Vjasna ha appreso che il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha bandito il “movimento Memorial”, organizzazione storica e per i diritti umani fondata dal premio Nobel per la pace Andrej Sacharov, marchiandola come “organizzazione estremista”.
L’ assurda decisione è stata presa su richiesta del Ministero della Giustizia e registrata a tempo record sul sito web della corte il 27 marzo. Contemporaneamente, è stato annunciato che le autorità intendono etichettare l’inesistente “Movimento Sociale Internazionale Memorial” come organizzazione estremista.
La Corte Suprema ha stabilito che “le attività del movimento hanno natura estremista e rappresentano una minaccia per le fondamenta dell’ordinamento costituzionale e per l’integrità e la sicurezza della Federazione Russa, giacché sminuiscono i valori storici, culturali, spirituali e morali e incitano all’odio sociale e religioso”.
Esiste una varietà di organizzazioni chiamate Memorial che operano in diversi ambiti: la storia delle repressioni sovietiche, la difesa dei diritti umani e il contrasto di varie forme di discriminazione. Si tratta di un insieme di organizzazioni indipendenti con mandati, metodi di lavoro e persone differenti.
Chiaramente, non si tratta di un errore. Le autorità hanno già utilizzato questa formulazione compiacente per inesistenti “movimenti sociali internazionali” così da bandire una vasta gamma di fenomeni sgraditi: “LGBT”, “movimento separatista anti-russo”, e altri.
La decisione segreta è stata presa durante una riunione a porte chiuse sulla base di accuse ignote sia agli imputati sia all’opinione pubblica, mosse contro un’organizzazione internazionale che nemmeno esiste.
I regimi dittatoriali sono uniti da una comune pratica antidemocratica.
Il 23 agosto 2023 il Ministero degli Affari Interni della Repubblica bielorussa ha bollato come “estremista” il Centro per i diritti umani Vjasna. Il regime di Lukašenka ha così criminalizzato le attività legali dei difensori dei diritti umani di Vjasna. Putin ha fatto lo stesso con chi difende i diritti umani in Russia. I dittatori si copiano a vicenda le pratiche repressive. Gli attacchi del regime, però, non hanno fermato le attività della nostra organizzazione. Esprimiamo la nostra solidarietà alla più antica organizzazione russa per i diritti umani e sollecitiamo i colleghi russi a rafforzare il loro lavoro per i diritti umani in Russia.
Natalia Arno (Fondatrice e presidente di Free Russia Foundation)
Mettendo al bando Memorial e perquisendo la redazione di Novaja Gazeta, il Cremlino sta accelerando la sua guerra contro la verità e la storia.
Non si tratta di episodi isolati: fanno tutti parte di uno smantellamento sistematico della società civile russa, un processo che ha permeato gli oltre vent’anni di potere di Vladimir Putin e che si è intensificato drasticamente dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina.
Denis Krivosheev (Vicedirettore regionale di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale)
Per quasi 40 anni l’instancabile impegno di Memorial nel documentare le repressioni passate e presenti in Russia non ha permesso che le violazioni contro milioni di persone venissero dimenticate. E intendo le vittime del GULag di Stalin, gli atti illeciti e le violazioni dei diritti umani nei conflitti in Cecenia, Georgia e Ucraina, e – oggigiorno – l’arbitraria detenzione di centinaia di critici e oppositori politici del Cremlino. Organizzazione in prima linea per i diritti umani, Memorial ha difeso coraggiosamente i diritti fondamentali di fronte a ritorsioni orribili, inclusi la persecuzione, la detenzione e l’uccisione dei propri collaboratori.
Etichettando Memorial come “organizzazione estremista”, le autorità non stanno solo colpendo una delle più antiche organizzazioni della società civile russa e co-vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2022, ma stanno criminalizzando il lavoro per i diritti umani in quanto tale. D’ora in avanti mettere like o condividere i contenuti dei social media o altri materiali di Memorial, così come qualsiasi riferimento a essi in qualunque pubblicazione senza menzionare lo status di “estremista” dell’organizzazione, potrà essere perseguito come reato penale. Questi scandalosi tentativi del Cremlino di bandire Memorial e cancellare dallo spazio pubblico i suoi vasti archivi sulle violazioni dei diritti umani sono da deplorare in massimo grado.
Le autorità russe devono revocare immediatamente questa sentenza oltraggiosa e garantire che Memorial e gli altri gruppi per i diritti umani possano operare in piena libertà, in linea con gli obblighi della Russia di rispettare il diritto internazionale in materia di diritti umani.
OVD-Info (Progetto di difesa dei diritti umani)
La Corte Suprema ha dichiarato organizzazione estremista l’inesistente “movimento internazionale Memorial” e ne ha vietato l’attività. L’udienza si è svolta a porte chiuse, pertanto non sappiamo cosa abbia convinto la corte. Sappiamo, però, con certezza che Memorial e le persone a esso collegate non sono estremisti.
Per quasi quattro decenni, diverse organizzazioni che portano il nome Memorial hanno impedito che si dimenticassero le repressioni politiche del passato e del presente, lottando affinché lo Stato si assumesse la responsabilità per i crimini commessi. Memorial ha ispirato e continua a ispirare le azioni sia di singoli individui che di altre organizzazioni per i diritti umani, OVD-Info compresa.
La decisione della corte è l’ennesimo attacco a tutta la società civile russa. Come ha scritto oggi il Comitato per il Nobel, definire estremista l’attività di Memorial significa “calpestare i valori fondanti della dignità umana e della libertà di parola”.
Secondo le stime di Memorial, la sentenza entrerà in vigore tra un mese e, da quel momento, lavorare per le organizzazioni che portano questo nome (e che le autorità considereranno parte del movimento) e sostenerle sarà ritenuto una violazione della legge, con pene ingiustificatamente severe. Oltre al lavoro in Memorial, non sarà privo di rischi fare donazioni, condividere post e pubblicare link ai siti delle varie organizzazioni. Forse lo sarà persino consultare il database dei prigionieri politici.
La vaghezza della legislazione sull’estremismo è parte di una politica consapevole delle autorità. Esse sfumano sistematicamente le norme giuridiche e nascondono le informazioni sulle repressioni affinché non sia chiaro di cosa esattamente si debba aver paura. Così facendo, di fatto, si può aver paura di tutto.
Dichiariamo il nostro dissenso rispetto alla decisione della corte e il sostegno incondizionato ai nostri colleghi legati a Memorial. Indubbiamente d’ora in poi coloro che continuano a combattere le persecuzioni politiche e ad aiutare i prigionieri politici avranno vita ancora meno facile.
Ma questo non significa che smetteremo di farlo. Non abbiamo altro modo per non lasciare nessuno solo di fronte al sistema.
Vesna (Movimento giovanile democratico russo)
Il regime russo sta sistematicamente stemperando i confini del lecito mentre estende l’applicazione delle leggi sull’”estremismo”. Ora l’attacco non è solo ai danni di movimenti politici, ma anche delle iniziative per i diritti umani – così che chiunque parli di repressioni, diritti umani e persecuzioni politiche possa sentirsi in pericolo. La propaganda e la pratica dell’odio sono, oggi, appannaggio di chi comanda, mentre il marchio di “estremismo” ricade su coloro che si oppongono alla violenza e all’odio e difendono i diritti umani, la democrazia e la libertà. È una situazione assolutamente assurda e malata.
Esprimiamo solidarietà ai colleghi legati a Memorial. Definire “estremisti” i difensori dei diritti umani significa sostituire definitivamente il diritto con la rappresaglia politica. La vera minaccia per la società russa non proviene da chi preserva la memoria delle repressioni e aiuta i perseguitati, ma da chi quelle repressioni le perpetua.
Siamo certissimi che si tratti di una sentenza di chiara matrice politica. Essa non è diretta contro l’”estremismo”, ma contro la memoria, la verità e la possibilità stessa di parlare dei crimini dello Stato.
Parni+ (Testata giornalistica)
La redazione di Parni+ esprime la propria vicinanza e il proprio sostegno a tutti coloro che hanno lavorato o hanno fatto volontariato per Memorial, a chi ha sostenuto l’associazione e ne ha apprezzato l’opera, di cui l’inasprirsi delle repressioni non fa che aumentare ruolo e valore.







