Come una vita in prigione. Testimonianze dai territori occupati dell’Ucraina

Fig. 1. Il cimitero di auto di Irpin’ è un memoriale situato alle porte di Irpin', vicino a Kyiv. Questi veicoli bruciati, crivellati di proiettili e accartocciati sono stati abbandonati dai residenti in fuga dall’invasione russa all’inizio del 2022. Molte persone che hanno cercato di fuggire dai territori occupati riferiscono di aver visto auto bruciate con dei corpi all’interno. Foto di Neringa Klumbytė. Vicino a Irpin’, luglio 2025.

Queste storie documentano esperienze di occupazione che la Russia mira a cancellare nella sua propaganda da miliardi di dollari rivolta al pubblico nazionale e internazionale. Le testimonianze ucraine, quindi, costituiscono una forma di verità storica e di giustizia.

La decolonizzazione del sapere: la guerra d’invasione russa in Ucraina e il caso post-sovietico

Monumento a Lenin abbattuto a Stanycja Luhans'ka (foto: Yozh - Власна робота, CC BY-SA 4.0, Посилання)

Tra gli aspetti più interessanti dei dibattiti sul carattere coloniale della dominazione russa e poi sovietica sui Paesi che hanno raggiunto l’indipendenza dopo il 1991 c’è la questione dei risvolti sociali di questi dibattiti, a metà tra accademia e vita pubblica. L’esempio più lampante è quello delle discussioni sulla decolonizzazione (e la relativa decomunistizzazione) in Ucraina come pratica sociale e politica, sia in seguito all’inizio dell’invasione russa del 2014 e tanto più con l’aggressione su larga scala.