Il 2022 non ha inaugurato la guerra: ha solo reso impossibile per l’Europa continuare a non vederla. Oggi ridurre tutto a quattro anni crea una cornice che espelle il 2014, la Crimea e il Donbas, permettendo alla propaganda di penetrare inostacolata. È stato un dolce sogno europeo quello di una “grande Russia libera” come partner affidabile, un’illusione che il Cremlino ha sfruttato per trasformare il nostro bisogno di stabilità in uno spazio di manovra politica e preparazione militare.

