Il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha riconosciuto l’inesistente “Movimento sociale Internazionale Memorial” come organizzazione estremista. L’istanza è stata esaminata in un’udienza a porte chiuse e il caso è stato classificato come “segretissimo”. Al legale di Memorial non è stato consentito di partecipare al processo. Rappresentanti dell’ONU, del Parlamento Europeo, dell’UE e di organizzazioni per i diritti umani internazionali e russe si sono schierati a sostegno di Memorial.Abbiamo raccolto e tradotto le loro dichiarazioni. Volker Türk (Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani) Sono sconcertato dalla decisione delle autorità russe di designare Memorial, una delle più antiche e autorevoli organizzazioni per i diritti umani del Paese, come organizzazione “estremista”, criminalizzandone così l’essenziale lavoro di difesa dei diritti civili. La decisione si inserisce in un quadro più ampio e inquietante, in cui le autorità russe utilizzano leggi nate per combattere l’estremismo per perseguire individui o organizzazioni, con il pretesto di una loro presunta affiliazione a pur vaghi movimenti o gruppi “estremisti”. La perquisizione di ieri presso la testata indipendente russa Novaja Gazeta e il fermo del giornalista Oleg Roldugin sono ulteriori segnali di questa continua stretta ai danni dello spazio civico, della libertà di espressione e di associazione, nonché di una repressione mirata contro chiunque sia percepito come oppositore del Governo. Esorto le autorità russe a garantire il rispetto degli obblighi che il diritto internazionale impone in materia di diritti umani. Chiedo l’immediata revoca dell’ultima sentenza su Memorial e la garanzia che nessun individuo sia soggetto a responsabilità penale o amministrativa per aver esercitato i propri diritti fondamentali, inclusi la libertà di espressione e la libera associazione pacifica. Relatori speciali delle Nazioni Unite Dall’inizio della guerra contro l’Ucraina nel 2022, le autorità russe hanno incrementato i loro attacchi alle libertà fondamentali, smantellando sistematicamente ciò che restava della società civile indipendente. Nel proprio arsenale repressivo contro la suddetta società civile, il governo utilizza metodi come la designazione di massa di varie organizzazioni quali “non grate” o “agenti stranieri”, e l’uso strumentale delle leggi sulla sicurezza nazionale e l’ordine pubblico per perseguitare avvocati, giornalisti, attivisti contro la guerra e difensori dei diritti umani. L’abuso delle norme anti-estremismo e antiterrorismo è ormai un elemento chiave: le organizzazioni per i diritti umani vengono dichiarate “estremiste” o “terroriste”, con un seguito di accuse penali contro i loro membri o contro le persone a loro collegate (comprese le vittime di violazioni dei diritti umani). A oggi, oltre 343 organizzazioni sono state riconosciute come “non grate”, più di 1.173 enti e individui sono stati dichiarati “agenti stranieri”, mentre 830 organizzazioni e 20.813 persone sono state inserite nella “lista dei terroristi ed estremisti”. In questa nuova escalation, diverse importanti organizzazioni russe per i diritti umani sono finite nel mirino. Il 9 aprile 2026, durante un’udienza a porte chiuse della Corte Suprema, il Ministero della Giustizia ha chiesto di dichiarare il “Movimento Internazionale Memorial”, premio Nobel per la pace, come “organizzazione estremista”. Ciò riflette una strategia deliberata e consapevole atta a diffondere la paura tra il popolo russo e a privarlo dell’accesso a un’informazione indipendente, alla difesa dei diritti umani e all’assistenza legale. Questo passo segue alla chiusura di due rami di Memorial nel dicembre 2021 per la legge sugli “agenti stranieri” e per “riabilitazione del nazismo”, oltre alla designazione dell’”Associazione Internazionale Memorial” come “non grata” il 17 febbraio 2026. Se l’istanza venisse accolta, chiunque sia legato a Memorial rischierebbe la responsabilità penale e il carcere. L’8 aprile 2026, sei attivisti del movimento giovanile Vesna sono stati condannati a pene tra gli 8 e i 12 anni di reclusione per presunta partecipazione a organizzazione estremista. Le accuse sono legate alla loro protesta contro la guerra della Russia in Ucraina. Il movimento Vesna era stato dichiarato “estremista” dal tribunale di San Pietroburgo il 6 dicembre 2022, che faceva seguito allo status di “agente straniero”. La medesima strategia repressiva ha colpito anche la Fondazione Anticorruzione (FBK) del defunto leader dell’opposizione Aleksej Naval’nyj. Il 27 novembre 2025 la Corte Suprema l’ha dichiarata organizzazione “estremista” e l’ha bollata come “terrorista”. Analogamente, il Comitato contro la guerra della Russia è stato dichiarato “terrorista” il 2 marzo 2026. Il sostegno pubblico a una qualsiasi di queste organizzazioni è considerato reato. Già nell’ottobre 2025 l’FSB aveva aperto procedimenti penali contro 23 membri del Comitato contro la guerra con l’accusa di “terrorismo”. Nel mirino sono finiti anche i difensori dei diritti dei popoli indigeni. Il 7 giugno 2024, la Corte Suprema ha dichiarato “estremista” l’inesistente “Movimento separatista anti-russo”, che comprende 55 organizzazioni di popoli indigeni e minoranze. Il 22 novembre 2024, il Forum delle nazioni libere della post-Russia, insieme a 172 presunti affiliati, è stato dichiarato “terrorista”. Tra questi, figura anche l’Aborigen-Forum, una rete informale di difensori dei diritti indigeni proveniente da 14 regioni del Nord, della Siberia e dell’Estremo Oriente. Il 17 dicembre 2025 Dar’ja Egereva e Natal’ja Leongardt sono state detenute arbitrariamente e accusate di partecipazione a organizzazione terroristica a causa della loro attività per l’Aborigen-Forum. Nel caso di Egereva pare si tratti anche di una ritorsione per avere collaborato con l’ONU. Condanniamo questa strategia deliberata che usa bollini come “antiestremismo” e “antiterrorismo” per annientare la società civile e imprigionare i difensori dei diritti umani. Le autorità russe devono interrompere immediatamente qualunque processo contro chi difende i diritti umani e critica la guerra, rilasciando tutti coloro che sono stati detenuti arbitrariamente per attività comunque pacifiche. Siamo profondamente allarmati da un tale palese abuso delle leggi per criminalizzare la libertà di parola, che ha come unnico esito il totale annientamento della società civile in Russia. Tale pratica è inaccettabile e deve finire. Hanno firmato la dichiarazione: Mariana Katzarova, relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Russia. Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria: Matthew Gillett (presidente-relatore), Ganna Yudkivska (vicepresidente), Ethan Hee-Seok Shin (vicepresidente), Miriam Estrada-Castillo, Mumba Malila. Ben Saul, relatore speciale sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel contesto della lotta al terrorismo. Mary Lawlor, relatrice speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani. Irene Khan,