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L’associazione Memorial Italia è nata nel 2004

e fa parte del network di Memorial 

L’associazione Memorial Italia nasce nel 2004 e fa parte del network di Memorial, ONG creata a Mosca alla fine degli anni Ottanta e oggi parzialmente sciolta per via giudiziaria dalla procura generale della Federazione Russa. Memorial Italia è composta di storici dell’Europa Orientale, slavisti, traduttori e appassionati di storia e cultura russe, ucraine, dell’Asia Centrale e del Caucaso interessati ai temi della conservazione della memoria storica e dei diritti umani.

News

Progetti e attività

“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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“Mr Nobody Against Putin”. Dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab.

Dopo la vittoria agli Oscar 2026 come miglior documentario arriva anche nelle sale italiane Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab a partire dal 16 aprile. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. Il tour italiano partirà con una serie di proiezioni accompagnate da ospiti e incontri pubblici. 15 aprile Bologna, Modernissimo ore 21.45 con Andrea Segre e Michele Aiello (anteprima). 16 aprile Roma, Nuovo Sacher ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. 17 aprile Milano, Ariosto Anteo spazioCinema ore 21.30 con Andrea Segre e introduzione di Duccio Facchini. 18 aprile Firenze, Cinema Astra ore 18.40 con Andrea Segre. 18 aprile Padova, Fronte del Porto ore 21.00 con Stefano Collizzolli. 21 aprile Palermo, Rouge et Noir ore 19.00 con Andrea Segre. Oltre 100 proiezioni sono già in programma in più di 30 città italiane, con calendario in continuo aggiornamento: a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Mantova, Bergamo, Torino, Napoli e tante altre. Per maggiori informazioni: Mr Nobody Against Putin – dal 16 aprile in tour al cinema con ZaLab – zalab.org.

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Milano, 15 aprile 2026. Festival dei Diritti Umani. Chi ha paura del dissenso?

Mercoledì 15 aprile a Milano nell’ambito del Festival dei Diritti Umani 2026, organizzato da Fondazione Diritti Umani e Fondazione Gariwo, la nostra presidente Giulia De Florio partecipa all’incontro Chi ha paura del dissenso? con Matteo Pucciarelli, cronista politico di Repubblica, e Simone Ficicchia, responsabile del gruppo di supporto legale di Ultima Generazione. Si discuterà di come il difficile equilibrio tra esercizio del potere e libertà di espressione sia sempre più instabile. Limitare l’attivismo critico mette in discussione la democrazia. Matteo Pucciarelli, Giulia De Florio e Simone Ficicchia offriranno tre testimonianze nel campo del giornalismo, della difesa dei dissidenti, della protesta ambientale, per raccontarne il valore civile. L’incontro inizia alle 9:00 e si svolge al Parco Center di Milano (via Ambrogio Binda 30). L’ingresso è libero senza prenotazione fino a disponibilità di posti. L’undicesima edizione del Festival dei Diritti Umani si svolge dal 14 al 16 aprile 2026 al Parco Center di Milano. Il tema scelto per il 2026 è “Chi comanda?”: tre giornate di incontri, dialoghi, formazione, proiezioni e spettacoli per interrogarsi su sicurezza, dissenso, questioni di genere ed economia con un programma pensato per le scuole ma aperto al confronto con tutta la cittadinanza. Le sessioni del mattino sono costruite come un percorso: agli interventi individuali degli ospiti e al dialogo con gli studenti segue una seconda parte di workshop e approfondimento. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per maggiori informazioni sul programma completo: Festival dei diritti umani – Chi comanda?.

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Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.

La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.

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9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.

Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial

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Palermo, 9 aprile 2026. Documentare la guerra in Ucraina.

Ripiegata nella memoria, incisa sulla pelle, sospesa sulla punta della lingua. Documentare la guerra in Ucraina. L’iniziativa, organizzata da Giornate della Cultura Ucraina di Palermo, Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, Amnesty International e Memorial Italia si svolge a Palermo giovedì 9 aprile alle 17:00 presso Palazzo Bonocore (piazza Pretoria 2). L’incontro intende esplorare le molteplici modalità in cui la guerra russa in corso contro l’Ucraina è documentata e ricordata. I progressi tecnologici hanno trasformato i comuni cittadini in produttori di contenuti, capaci di registrare audio e video, scattare fotografie, trasmettere eventi in diretta e condividere impressioni immediate. Pertanto questa guerra è spesso definita la più documentata della storia. Se da un lato la diffusione capillare può avere un valore terapeutico ed essere fondamentale per la raccolta di prove, dall’altro solleva importanti interrogativi e sfide per storici, giornalisti, giuristi, artisti e per il pubblico in generale. Come si valuta la credibilità? Che cosa deve essere conservato e che cosa invece scartato? Il panel prende come punto di partenza il recente fotolibro 100 Days of War del fotografo ucraino Igor Chekachkov che offre approcci alternativi alla documentazione della guerra. La discussione si propone di affrontare le questioni cruciali legate alla documentazione contemporanea della guerra. Relatori: Igor Chekachkov, fotografo; Iryna Klymenko, storica dell’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, direttrice del Research Centre Ukraine Max Weber Foundation; Oleg Rumyantsev, professore associato di ucraino, russo e filologia slava presso l’Università degli Studi di Palermo. Moderatori: Kateryna Filyuk, ricercatrice, curatrice Izolyatsia; Olena Moskalenko, ricercatrice. Saluti iniziali a cura della professoressa Concetta Giliberto (direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo), del professor Andrea Gullotta (Università degli Studi di Palermo e Memorial Italia) e Giuseppe Provenza (Amnesty International). Igor Chekachkov ha avviato la sua carriera nel 2008 come fotoreporter, documentando numerosi eventi culturali, pubblici e sportivi. Questa esperienza lo ha poi condotto alla fotografia artistica, ambito in cui continua a esplorare i confini tra spazio pubblico e privato, nonché l’incidenza delle tecnologie digitali e degli algoritmi sull’immagine. Chekachkov ha conseguito la laurea in Informatica presso l’Università Statale di Radioelettronica di Charkiv e un master in Storia dell’Arte presso l’Accademia Statale di Arte e Design di Charkiv. Nel 2022 gli è stata conferita una borsa di studio Chevening per conseguire un master in Fotografia, immagine e arti elettroniche presso la Goldsmiths University di Londra, dove attualmente risiede. Iryna Klymenko è una storica attiva presso l’Università Ludwig Maximilian di Monaco di Baviera, nonché direttrice del Centro di ricerca Ucraina della Fondazione Max Weber a Lviv/Leopoli. Le sue ricerche sono incentrate sulle storie intrecciate dell’Europa orientale e occidentale nella prima età moderna. Il suo primo, pluripremiato libro esplora la storia intellettuale dell’idea di cambiamento sociale. Ha recentemente completato una seconda monografia sulla storia religiosa del cibo e dell’abbigliamento per la quale ha ricevuto il Premio Max Weber dall’Accademia bavarese delle scienze. Oleg Rumyantsev, PhD, è professore associato presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, dove insegna lingua russa, lingua ucraina e filologia slava. Le sue pubblicazioni riguardano la storia e la questione identitaria degli ucraini/rusyny nella ex Jugoslavia, le minoranze in Ucraina e temi di linguistica e sociolinguistica. È autore di manuali di lingua ucraina per gli italiani tra cui Lingua ucraina: corso teorico-pratico (2017) e Traduzione didattica dal russo all’ucraino (2025).

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