Georgia, la democrazia che muore un pezzo per volta

Bandiera dell'Unione Europea durante le proteste a Tbilisi il 2 dicembre 2024 Kanal13, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Come pochi altri paesi aveva guardato con speranza all’Europa, oggi scivola verso il consolidamento di un sistema autoritario che, grazie a un gruppo di interesse politico-economico sostenuto dal Cremlino, minaccia di farsi irreversibile. Sullo sfondo di proteste quotidiane su larga scala, viene soffocata da un veleno che non è più soltanto una metafora.

Cosa stiamo difendendo in Ucraina

Kyiv, 11 gennaio 2024. Alcune persone guardano le macerie.

La guerra tra Russia e Ucraina è solo uno dei trend distruttivi nell’ordine internazionale odierno. Tuttavia, l’esito contribuirà a determinare quale direzione prenderà il mondo.

L’arte non è fuori dalla politica. Gergiev, tenace sostenitore di Putin, non dovrebbe esibirsi a Caserta.

La Reggia di Caserta (Carlo Pelagalli, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Il direttore d’orchestra torna così su un grande palco europeo, finanziato anche da fondi pubblici, a dispetto delle sanzioni che lo hanno colpito in molti paesi. Se in tempi normali, la separazione tra arte e politica può sembrare un principio nobile e difendibile, in tempi di guerra, come quella della Russia in Ucraina, ogni pretesa di “neutralità culturale” suona ingenua, se non complice.