Il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha dichiarato organizzazione estremista il “movimento sociale internazionale Memorial”. Anche se non esiste alcun movimento con questo nome, i rischi per chi appartiene alle diverse organizzazioni legate al nome di Memorial è concreto.
Categoria: Approfondimenti: Attualità
Dronizzazione senza militarizzazione. Lezione per l’Europa dall’economia di guerra ucraina
L’Ucraina ha un Pil che è un dodicesimo di quello della Russia e un bilancio della difesa quattro volte più basso. Si è dunque trovata a ideare qualcosa di nuovo: la dronizzazione senza militarizzazione; nel 2026 l’industria nazionale sarà in grado di produrre più di 8 milioni di droni.
Dentro la retorica bellica di Vladimir Putin
Il complottismo come schema interpretativo della realtà; il risentimento come emozione dominante, tipica di molte forme di populismo; l’antioccidentalismo e, in alcuni casi, l’anticolonialismo; il rifiuto del cosiddetto mainstream occidentale; un conservatorismo orientato alla difesa dei valori tradizionali; il revisionismo storico. Negli ultimi anni, la propaganda russa ha saputo coltivare e amplificare questo repertorio discorsivo, preparando il terreno per la legittimazione di una guerra su larga scala.
19 aprile 2026. Dichiarazioni internazionali a sostegno di Memorial.
Il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha riconosciuto l’inesistente “Movimento sociale Internazionale Memorial” come organizzazione estremista. L’istanza è stata esaminata in un’udienza a porte chiuse e il caso è stato classificato come “segretissimo”. Al legale di Memorial non è stato consentito di partecipare al processo. Rappresentanti dell’ONU, del Parlamento Europeo, dell’UE e di organizzazioni per i diritti umani internazionali e russe si sono schierati a sostegno di Memorial.Abbiamo raccolto e tradotto le loro dichiarazioni. Volker Türk (Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani) Sono sconcertato dalla decisione delle autorità russe di designare Memorial, una delle più antiche e autorevoli organizzazioni per i diritti umani del Paese, come organizzazione “estremista”, criminalizzandone così l’essenziale lavoro di difesa dei diritti civili. La decisione si inserisce in un quadro più ampio e inquietante, in cui le autorità russe utilizzano leggi nate per combattere l’estremismo per perseguire individui o organizzazioni, con il pretesto di una loro presunta affiliazione a pur vaghi movimenti o gruppi “estremisti”. La perquisizione di ieri presso la testata indipendente russa Novaja Gazeta e il fermo del giornalista Oleg Roldugin sono ulteriori segnali di questa continua stretta ai danni dello spazio civico, della libertà di espressione e di associazione, nonché di una repressione mirata contro chiunque sia percepito come oppositore del Governo. Esorto le autorità russe a garantire il rispetto degli obblighi che il diritto internazionale impone in materia di diritti umani. Chiedo l’immediata revoca dell’ultima sentenza su Memorial e la garanzia che nessun individuo sia soggetto a responsabilità penale o amministrativa per aver esercitato i propri diritti fondamentali, inclusi la libertà di espressione e la libera associazione pacifica. Relatori speciali delle Nazioni Unite Dall’inizio della guerra contro l’Ucraina nel 2022, le autorità russe hanno incrementato i loro attacchi alle libertà fondamentali, smantellando sistematicamente ciò che restava della società civile indipendente. Nel proprio arsenale repressivo contro la suddetta società civile, il governo utilizza metodi come la designazione di massa di varie organizzazioni quali “non grate” o “agenti stranieri”, e l’uso strumentale delle leggi sulla sicurezza nazionale e l’ordine pubblico per perseguitare avvocati, giornalisti, attivisti contro la guerra e difensori dei diritti umani. L’abuso delle norme anti-estremismo e antiterrorismo è ormai un elemento chiave: le organizzazioni per i diritti umani vengono dichiarate “estremiste” o “terroriste”, con un seguito di accuse penali contro i loro membri o contro le persone a loro collegate (comprese le vittime di violazioni dei diritti umani). A oggi, oltre 343 organizzazioni sono state riconosciute come “non grate”, più di 1.173 enti e individui sono stati dichiarati “agenti stranieri”, mentre 830 organizzazioni e 20.813 persone sono state inserite nella “lista dei terroristi ed estremisti”. In questa nuova escalation, diverse importanti organizzazioni russe per i diritti umani sono finite nel mirino. Il 9 aprile 2026, durante un’udienza a porte chiuse della Corte Suprema, il Ministero della Giustizia ha chiesto di dichiarare il “Movimento Internazionale Memorial”, premio Nobel per la pace, come “organizzazione estremista”. Ciò riflette una strategia deliberata e consapevole atta a diffondere la paura tra il popolo russo e a privarlo dell’accesso a un’informazione indipendente, alla difesa dei diritti umani e all’assistenza legale. Questo passo segue alla chiusura di due rami di Memorial nel dicembre 2021 per la legge sugli “agenti stranieri” e per “riabilitazione del nazismo”, oltre alla designazione dell’”Associazione Internazionale Memorial” come “non grata” il 17 febbraio 2026. Se l’istanza venisse accolta, chiunque sia legato a Memorial rischierebbe la responsabilità penale e il carcere. L’8 aprile 2026, sei attivisti del movimento giovanile Vesna sono stati condannati a pene tra gli 8 e i 12 anni di reclusione per presunta partecipazione a organizzazione estremista. Le accuse sono legate alla loro protesta contro la guerra della Russia in Ucraina. Il movimento Vesna era stato dichiarato “estremista” dal tribunale di San Pietroburgo il 6 dicembre 2022, che faceva seguito allo status di “agente straniero”. La medesima strategia repressiva ha colpito anche la Fondazione Anticorruzione (FBK) del defunto leader dell’opposizione Aleksej Naval’nyj. Il 27 novembre 2025 la Corte Suprema l’ha dichiarata organizzazione “estremista” e l’ha bollata come “terrorista”. Analogamente, il Comitato contro la guerra della Russia è stato dichiarato “terrorista” il 2 marzo 2026. Il sostegno pubblico a una qualsiasi di queste organizzazioni è considerato reato. Già nell’ottobre 2025 l’FSB aveva aperto procedimenti penali contro 23 membri del Comitato contro la guerra con l’accusa di “terrorismo”. Nel mirino sono finiti anche i difensori dei diritti dei popoli indigeni. Il 7 giugno 2024, la Corte Suprema ha dichiarato “estremista” l’inesistente “Movimento separatista anti-russo”, che comprende 55 organizzazioni di popoli indigeni e minoranze. Il 22 novembre 2024, il Forum delle nazioni libere della post-Russia, insieme a 172 presunti affiliati, è stato dichiarato “terrorista”. Tra questi, figura anche l’Aborigen-Forum, una rete informale di difensori dei diritti indigeni proveniente da 14 regioni del Nord, della Siberia e dell’Estremo Oriente. Il 17 dicembre 2025 Dar’ja Egereva e Natal’ja Leongardt sono state detenute arbitrariamente e accusate di partecipazione a organizzazione terroristica a causa della loro attività per l’Aborigen-Forum. Nel caso di Egereva pare si tratti anche di una ritorsione per avere collaborato con l’ONU. Condanniamo questa strategia deliberata che usa bollini come “antiestremismo” e “antiterrorismo” per annientare la società civile e imprigionare i difensori dei diritti umani. Le autorità russe devono interrompere immediatamente qualunque processo contro chi difende i diritti umani e critica la guerra, rilasciando tutti coloro che sono stati detenuti arbitrariamente per attività comunque pacifiche. Siamo profondamente allarmati da un tale palese abuso delle leggi per criminalizzare la libertà di parola, che ha come unnico esito il totale annientamento della società civile in Russia. Tale pratica è inaccettabile e deve finire. Hanno firmato la dichiarazione: Mariana Katzarova, relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani in Russia. Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria: Matthew Gillett (presidente-relatore), Ganna Yudkivska (vicepresidente), Ethan Hee-Seok Shin (vicepresidente), Miriam Estrada-Castillo, Mumba Malila. Ben Saul, relatore speciale sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel contesto della lotta al terrorismo. Mary Lawlor, relatrice speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani. Irene Khan,… Continua a leggere 19 aprile 2026. Dichiarazioni internazionali a sostegno di Memorial.
Lettera aperta agli editori di Exibart per la copertina su Nikas Safronov, “pittore di corte del regime di Putin”
L’intervento di due critici d’arte, che devono restare anonimi, che definiscono inaccettabile il tributo riservato all’artista vicino ai vertici della Federazione russa nelle attuali circostanze storiche.
Volodymyr Zelens’kyj: «La pressione esercitata sulla Russia è insufficiente. Da parte degli Stati Uniti, ma anche dell’Europa».
Volodymyr Zelens’kyj, intervistato da “Le Monde”, risponde a domande sul Medio Oriente, il rapporto con gli USA di Donald Trump, le necessità dell’Ucraina e le trattative per la fine della guerra.
Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema della Federazione Russa.
La sentenza emessa a porte chiuse ieri, 9 aprile 2026, a Mosca dalla Corte Suprema della Federazione Russa, ha accolto la richiesta pervenuta al Ministero della Giustizia di dichiarare il “movimento internazionale Memorial” organizzazione estremista. Ricordiamo che non esiste alcuna organizzazione con questo nome. Secondo la logica della “giustizia” della Federazione Russa la sentenza implica che qualunque affiliazione alle attività di Memorial – in altre parole alle molteplici organizzazioni che ne condividono il nome – sia d’ora in poi perseguibile per legge. Memorial, associazione premio Nobel per la pace 2022, fondata alla fine degli anni Ottanta con l’intento di conservare la memoria delle vittime del Terrore sovietico e difendere i diritti umani dei cittadini dell’ex Unione Sovietica, intende proseguire il proprio lavoro fuori dai confini del proprio paese. Come Memorial Italia desideriamo esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro, rappresentanti di istituzioni e associazioni italiane, che hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno a Memorial: Federica Onori, Pina Picierno, Giuseppe Provenzano, Lia Quartapelle, Benedetto Della Vedova, Fondazione Gariwo, Nessuno tocchi Caino. Teniamo inoltre a ringraziare tutti i giornalisti che hanno dato spazio alla notizia in Italia. L’Europeista: Memorial dichiarata organizzazione estremista in Russia: diritti umani sotto processo – L’Europeista. Huffington Post: Messi al bando in Russia. Per la Corte suprema Memorial è una “organizzazione estremista” – HuffPost Italia. Memorial, il Nobel fuorilegge. Putin completa oltre un decennio di persecuzione – HuffPost Italia. Sky TG24: Russia, Memorial dichiarata organizzazione estremista dalla Corte Suprema | Video Sky TG24. Il Manifesto: La Russia condanna Memorial, ora ricordare i gulag è un reato | il manifesto. Il Dubbio: Putin sputa sulla tomba di Navalny e dichiara Memorial «fuorilegge» – Il Dubbio. Il Post: L’ong per i diritti umani Memorial è stata dichiarata «estremista» dalla Corte Suprema russa: nel 2022 vinse il Nobel per la Pace. Adnkronos: Russia, Corte suprema dichiara Memorial organizzazione estremista. L’Unità: Memorial “organizzazione estremista”, la Corte Suprema russa mette al bando l’ong premiata col Nobel per la pace nel 2022. L’Unione Sarda: Russia, Corte Suprema esamina accusa di estremismo contro Memorial – L’Unione Sarda.it.
9 aprile 2026. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista.
Oggi, 9 aprile 2026, inizia il dibattimento presso la Corte suprema russa dell’istanza avanzata dal Ministero della Giustizia poco prima di Pasqua e mirata a dichiarare Memorial un’organizzazione estremista. Con questo provvedimento si chiude il cerchio: Memorial verrà ufficialmente vietata in tutta la Russia. La sola colpa degli attivisti di Memorial, definiti dal governo russo estremisti e quindi equiparati a criminali pericolosi, è quella di occuparsi di diritti umani e della memoria storica. Nella Russia di Putin basta questo. Il provvedimento, che in passato ha colpito altri movimenti (come quello LGBT e il Fondo anticorruzione di Naval’nyj), con ogni probabilità sarà reso effettivo oggi stesso. Questo ennesimo atto giudiziario viene alla fine di un lungo processo di repressione, operato tra arresti e leggi speciali dalle autorità russe nei confronti di Memorial, associazione insignita del Premio Nobel per la pace nel 2022. Dopo la chiusura forzata a cavallo tra 2021 e 2022 delle due principali organizzazioni di Memorial, Memorial internazionale e il Centro per i diritti umani Memorial, l’associazione si era riorganizzata all’estero tenendo aperte soltanto piccole sezioni locali, attive in Russia e capaci di portare avanti il lavoro di Memorial negli strettissimi limiti imposti dalle leggi liberticide introdotte dal governo russo dopo l’inizio della guerra su larga scala all’Ucraina. Tra novembre e dicembre 2025 alcune associazioni di Memorial attive all’estero, tra cui Memorial Ucraina, erano state dichiarate “indesiderate”, stesso destino toccato all’erede di Memorial internazionale, l’”Associazione internazionale Memorial”, fondata a Ginevra nel maggio 2023. Dopo questo provvedimento, che portava a conseguenze penali e lunghe pene detentive per chiunque avesse a che fare in Russia con le sezioni di Memorial dichiarate indesiderate, giunge ora la richiesta di “estremismo”, che porterà con ogni probabilità alla chiusura forzata di tutte le sezioni di Memorial, alla requisizione degli archivi e alla persecuzione penale dei suoi esponenti, di fatto eliminando Memorial in Russia. Memorial Italia si unisce al comunicato dell’Associazione internazionale Memorial di seguito riportato e chiede a istituzioni e associazioni della società civile di ribellarsi nei confronti di questo provvedimento, che colpisce mortalmente un’organizzazione che ha fatto della difesa dei diritti umani e della memoria storica la sua bandiera. Lotte che non si estingueranno con il provvedimento odierno, ma che richiedono la levata di scudi di tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e che sono pronte a difendere chi, in Russia, combatte per un futuro diverso. Sul riconoscimento di Memorial come organizzazione estremista Oggi, 9 aprile 2026, la Corte suprema della Federazione Russa procederà all’esame dell’istanza con cui il Ministero della Giustizia chiede di dichiarare organizzazione estremista il “movimento internazionale Memorial”. Non esiste alcuna organizzazione con quel nome. Tuttavia, conoscendo le pratiche repressive del regime putiniano, di una cosa possiamo essere certi: il “convenuto” è stato indicato in modo vago e fumoso non per negligenza, ma con piena consapevolezza. Ciò consentirà di creare i presupposti per future repressioni contro qualunque organizzazione che contenga il nome Memorial, così come contro i loro membri e sostenitori. L’accusa di “estremismo” è ormai una prassi consolidata delle autorità russe per reprimere le iniziative civili, politiche, culturali e sociali sgradite al governo. Difficile pensare a qualcosa di più assurdo di un’accusa di estremismo rivolta a Memorial, associazione di fama mondiale che per il suo lavoro ha ricevuto nel 2022 il Nobel per la pace. Da quasi quarant’anni Memorial indaga e studia la storia del terrore di Stato sovietico e le persecuzioni politiche, si oppone all’odio interetnico, religioso e sociale e difende i diritti e le libertà dell’uomo. Il fascicolo ai danni del “movimento Memorial” è classificato come “segretissimo”. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Non c’è da stupirsi se, in base alla “giustizia” russa dei nostri giorni, il “movimento Memorial” – qualunque cosa intenda il Ministero della giustizia con questa dizione – verrà cancellato come da miglior tradizione di quel Grande terrore staliniano che i ricercatori e le ricercatrici di Memorial hanno largamente contributo a studiare. *** Nessuno di noi si fa illusioni, l’esito sarà uno e uno soltanto: Memorial verrà riconosciuto “movimento estremista”. Nessuno di noi ne dubita: il processo contro Memorial è l’ennesimo tentativo di terrorizzare chiunque la pensi diversamente nel Paese e di costringere al silenzio la società civile. Ma noi tutti siamo certi: non ci riusciranno. Memorial e le altre iniziative civili cancellate in Russia continueranno il lavoro fuori dal Paese. Memorial sopravvivrà al regime putiniano e tornerà a testa alta in Russia. Associazione internazionale Memorial
Come una vita in prigione. Testimonianze dai territori occupati dell’Ucraina
Queste storie documentano esperienze di occupazione che la Russia mira a cancellare nella sua propaganda da miliardi di dollari rivolta al pubblico nazionale e internazionale. Le testimonianze ucraine, quindi, costituiscono una forma di verità storica e di giustizia.
Belle arti o ars belli?
“La crescente controversia suscitata dalla decisione della direzione della Biennale di Venezia di consentire alla Federazione Russa di partecipare con una sua esposizione dimostra come lo spazio culturale possa diventare parte di una più ampia lotta geopolitica. Ecco perché sono fortemente contraria a questa decisione”.

