L’Ucraina è riuscita finora in un’impresa difensiva che poche altre nazioni europee sarebbero state in grado di compiere. Il servizio militare è divenuto però una delle questioni più controverse, e questo è fonte di minacce sia dall’esterno che dall’interno. C’è un divario crescente tra coloro che prestano servizio e non sanno quando saranno smobilitati e coloro che sono riusciti a evitare la mobilitazione. Tale ingiustizia abbassa il morale e crea problemi per la coesione sociopolitica.
Categoria: Approfondimenti: Attualità
Novembre 2025. “Ucraina: crimini di guerra degli aggressori russi”: relazione del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial.
Tra 17 e 30 gennaio 2025 Vladimir Malychin, Natalia Morozova e Oleg Orlov del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial hanno partecipato a una missione di monitoraggio di difensori russi dei diritti umani in Ucraina. L’obiettivo era la raccolta di informazioni sulle violazioni dei diritti umani e delle norme del diritto umanitario internazionale, compresi i crimini di guerra commessi in territorio ucraino nel corso dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. La missione ha visitato Kyiv e la regione di Kyiv, Kharkiv e la regione di Kharkiv, Poltava, Mykolaiv e la regione di Mykolaiv, Kherson e la regione di Kherson, Odesa, la regione di Chernihiv. Al termine della missione il Centro Memorial ha pubblicato lo scorso novembre la relazione Ucraina: crimini di guerra degli aggressori russi. • La prima parte della relazione è dedicata al sistema di filtraggio nei territori occupati. • La seconda parte riguarda i bombardamenti e gli attacchi contro i centri abitati ucraini. • La terza parte illustra la situazione dei prigionieri di guerra e degli ostaggi civili ucraini. La relazione è preceduta da un’introduzione che descrive la missione, la metodologia della ricerca e le norme giuridiche, nonché da una breve sintesi che descrive le tre sezioni, e si chiude con le conclusioni in cui gli autori riassumono i risultati della missione e li aggiornano in base alla situazione della fine di novembre 2025. La relazione è stata redatta grazie alla collaborazione di Aleksandr Cherkasov del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial. I partecipanti alla missione esprimono la loro gratitudine a Kharkiv Human Rights Protection Group (KHPG) e International Partnership for Human Rights (IPHR) per il prezioso aiuto nell’organizzazione del viaggio. Ringraziano inoltre Yury Dzhibladze, direttore del dipartimento per i diritti umani e lo stato di diritto di International Security Action Strategy Network (iSANS), ed Evgeny Zakharov, presidente di Kharkiv Human Rights Protection Group, per l’aiuto nella preparazione del testo. È possibile leggere in lingua russa e scaricare la relazione completa sul sito del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial: Доклад «Украина: военные преступления российских агрессоров». Come Memorial Italia ci fa piacere offrire la possibilità di leggere in lingua italiana una sintesi delle tre sezioni che compongono la relazione redatta dai colleghi russi. 1. Il sistema di filtraggio nei territori occupati: rapimenti, torture, esecuzioni extragiudiziali.
Georgia, la democrazia che muore un pezzo per volta
Come pochi altri paesi aveva guardato con speranza all’Europa, oggi scivola verso il consolidamento di un sistema autoritario che, grazie a un gruppo di interesse politico-economico sostenuto dal Cremlino, minaccia di farsi irreversibile. Sullo sfondo di proteste quotidiane su larga scala, viene soffocata da un veleno che non è più soltanto una metafora.
Martin Schulze Wessel: “La Germania e l’Ucraina. E una guerra che si poteva impedire”
Chi ha ignorato l’Ucraina e perché? Questa zona d’ombra attraversa la politica e l’opinione pubblica del XIX e XX secolo. Si va dalla semplice trascuratezza all’ignoranza deliberata fino alla rimozione attiva. Tutto ciò converge nella percezione tedesca dell’Ucraina che era – e in parte è ancora – un luogo invisibile nella mappa mentale dei tedeschi.
T4P. Tribunal for Putin Initiative.
L’iniziativa T4P Tribunal for Putin nasce ufficialmente il 24 marzo 2022 ed è sostenuta da tre delle maggiori organizzazioni ucraine che si occupano di difesa dei diritti umani: Kharkiv Human Rights Protection Group, nota anche come Memorial Ucraina; Ukrains’ka Gel’sins’ka spilka z prav ljudini (Unione ucraina di Helsinki per i diritti umani); Center for Civil Liberties. L’iniziativa T4P L’iniziativa globale T4P Tribunal for Putin nasce in risposta all’intervento militare su vasta scala della Federazione Russa contro l’Ucraina del febbraio 2022. I partecipanti all’iniziativa documentano gli eventi che contengono elementi di crimini secondo quanto indicato dallo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, ad esempio genocidi, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, e che stanno avendo luogo in tutte le regioni dell’Ucraina. L’iniziativa cerca di usare i meccanismi esistenti dell’ONU, del Consiglio di Europa, dell’OSCE, dell’UE e della Corte penale internazionale per prevenire questi crimini violenti e chiamare in giudizio i colpevoli. Gli aderenti all’iniziativa ritengono che i crimini attualmente perpetrati dalla Federazione Russa derivino dalla mancata condanna dei crimini da essa compiuti in passato. Metodologia di T4P Poiché la Federazione Russa è in guerra con l’Ucraina dal 2014, le ONG ucraine hanno già acquisito esperienza nel documentare i crimini di guerra durante le ostilità in Ucraina orientale. Per documentare gli eventi i collaboratori delle ONG monitorano le fonti aperte (social media, notiziari dei mass media, annunci delle autorità) alla ricerca di informazioni su un evento specifico che presenti caratteristiche di crimine di guerra (attacco a un sito residenziale, uccisione di civili, torture e altri crimini così come descritti nello Statuto di Roma). La raccolta dei dati avviene anche direttamente tramite testimoni e vittime dei crimini. Dopo la verifica i dati vengono inseriti singolarmente nel database dell’iniziativa, come caso reale. La priorità viene data alla ricerca di file multimediali e dati personali che possono poi essere verificati attraverso l’Open Source Intelligence (OSINT). Laddove possibile, i collaboratori delle ONG aderenti all’iniziativa raccolgono i dati sul campo, riprendono le distruzioni con l’ausilio di droni, intervistano personalmente i testimoni oculari. I dati contenuti nel database di statistica interattiva sono segreti e i dati personali sono crittografati ulteriormente, ma sono disponibili per la visione. Per visionare i dati su casi concreti conservati nel database dell’iniziativa è necessario inviare una richiesta. Ciò che rende unico l’approccio di T4P è che documenta regione per regione. Ciascuna delle organizzazioni aderenti segue una determinata zona dell’Ucraina, di solito quella in cui le organizzazioni sono già operative da anni e quindi conoscono le peculiarità locali geografiche o di altro tipo. In alcune zone T4P ha superato il governo ucraino o le organizzazioni internazionali nel campo della raccolta dei dati sui crimini di guerra. Chi finanzia T4P? L’iniziativa T4P non ha un proprio budget o un finanziamento continuo. Ciascuna delle organizzazioni aderenti lavora per proprio conto, usando il budget ottenuto dai finanziamenti di organizzazioni e fondi internazionali, nonché da donazioni individuali. Per esempio il sito T4P è stato creato da Kharkiv Human Rights Protection Group grazie al sostegno finanziario dell’Unione Europea. Il sito T4P Tribunal for Putin è disponibile in numerose lingue tra cui anche l’italiano e pubblica con regolarità articoli e aggiornamenti dedicati alle attività svolte.
L’abbraccio caldo a Wolf Biermann, 50 anni dopo, in una Germania in cerca d’autore
Il ritorno sul palco di Colonia a mezzo secolo da quello che forse è il concerto più importante del Novecento tedesco. Di sicuro, per molte ragioni, il più gravido di conseguenze, sia personali, per i molti coinvolti, che politiche.
Le potenze minori otterranno armi di distruzione di massa?
La guerra russo-ucraina e il conseguente declino dell’ordine mondiale post-1945 potrebbero spingere potenze relativamente minori a dotarsi di armi atomiche, biologiche e/o chimiche per scoraggiare le più grandi.
Restituzione dei nomi / Возвращение имён 2025
La Restituzione dei nomi è il cuore delle iniziative organizzate da Memorial in Russia e non solo. La manifestazione è dedicata al ricordo delle vittime del Terrore di Stato in Unione Sovietica. Il 29 ottobre di ogni anno soci, volontari, attivisti di Memorial e chiunque desideri unirsi si raccolgono per leggere ad alta voce i nomi delle persone che hanno perso la vita per mano delle autorità sovietiche. La Restituzione dei nomi si è svolta per la prima volta a Mosca nel 2007 in una data e in un luogo simbolici: alla vigilia del 30 ottobre, Giornata del prigioniero politico, istituita nel 1974 dai dissidenti Kronid Ljubarskij e Aleksej Murženko, nonché Giornata della memoria delle vittime delle repressioni politiche, istituita nel 1991, e accanto alla Pietra delle Solovki, monumento alle vittime delle repressioni politiche collocato a Mosca di fronte alla Lubjanka, sede dei servizi segreti, prima sovietici e ora russi. Oggi, come sottolinea Memorial, per i cittadini e le cittadine della Federazione Russa la Restituzione dei nomi è anche una delle poche occasioni rimaste a disposizione per esprimere la propria resistenza. Nel 2025 in Italia l’iniziativa, aperta a chiunque desideri partecipare, si svolge a Bari, Milano, Torino, Verona e Roma. Bari, martedì 21 ottobre, 16:30, presso la basilica di San Nicola Milano, domenica 26 ottobre, 14:00, presso bar Feltrinelli, viale Pasubio 11 Milano, domenica 26 ottobre, 15:00, giardino Anna Politkovskaja Torino, domenica 26 ottobre, 15:00, presso il giardino Nicola Grosa Verona, lunedì 27 ottobre, 11:00, presso il giardino della Facoltà di lingue e lettere in via San Francesco 22 Roma, mercoledì 29 ottobre, 18:00, in via del Valco di San Paolo 19 Nel 2024 la Restituzione dei nomi si è svolta in 45 paesi e 141 città. Anche quest’anno, per il 29 ottobre 2025, Memorial invita a partecipare all’iniziativa, raccogliendosi in luoghi commemorativi, piazze, incontri online o in piccoli gruppi, ovunque ci si trovi in Russia e nel mondo. Ciò che conta sono i valori condivisi di dignità, libertà e rispetto per la vita umana. È possibile organizzare la Restituzione dei nomi dove si desideri, così come è stato per Memorial Italia negli ultimi tre anni. Per organizzare la lettura dei nomi in una città italiana invitiamo a contattarci utilizzando l’indirizzo info@memorialitalia.it o tramite i nostri canali social. Forniremo istruzioni e tutto il supporto logistico necessario. Per partecipare è possibile unirsi a una delle iniziative locali indicate sul sito dedicato alla manifestazione o proporsi per l’organizzazione di una lettura. Si può parlare della Restituzione dei nomi agli amici e alla propria comunità, anche condividendo le informazioni sui social media. Ogni contributo è importante. Ricordiamo inoltre che dietro ogni iniziativa per la Restituzione dei nomi c’è un lavoro accurato e invisibile. I volontari preparano le schede stampate con i nomi destinati alla lettura, portano fiori e candele, si occupano dell’impianto audio, realizzano e montano i filmati, aggiungono i sottotitoli in molte lingue e gestiscono una diretta streaming di dodici ore affinché le voci del ricordo possano essere ascoltate in tutto il mondo. Le donazioni rendono possibile tutto questo: Возвращение имен. Mercoledì 29 ottobre 2025 l’ormai consueto collegamento on line permetterà di seguire in diretta la lettura dei nomi. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito October29, disponibile in russo e in inglese.
Nuovi confini della protesta in Russia e come valicarli
Quali sono i mezzi di protesta legali rimasti in Russia oggi? Dove, come e grazie a chi si intrecciano i movimenti ambientalisti, quelli per i diritti umani e quelli di sostegno alle popolazioni locali? Un’analisi dei nuovi problemi da affrontare all’interno dei confini nazionali russi.
MOST, prima Summer School di Memorial Italia: il nostro grazie.
Settembre 2025: si è di recente conclusa MOST. Memorial Open Society Talks, la prima Summer School di Memorial Italia a Palermo. È stata un’esperienza incredibile che ha lasciato molte tracce in tutt* noi. Cogliamo l’occasione per ringraziare in primo luogo i nostri partner, senza i quali tutto questo non sarebbe stato possibile: la loro generosità e ospitalità sono state impareggiabili. MoltiVolti ci ha ospitato il primo giorno, facendoci conoscere il quartiere Ballarò attraverso gli occhi dei migranti e raccontando come possono funzionare i progetti di accoglienza e inserimento nel contesto di Palermo. Il secondo giorno siamo stat* accolt* da Libera che ci ha ricordato cosa vuol dire fare memoria delle vittime innocenti di mafia e quanto sia importante assumersi la responsabilità del passato per cambiare il presente e quindi il futuro. I giorni successivi abbiamo discusso di guerra, confini e diritti umani nelle splendide sale di Palazzo Bonocore, grazie alla collaborazione con Coop Culture. Con gli amici di Gariwo abbiamo inaugurato, alla presenza delle autorità cittadine, una maiolica in memoria di Natal’ja Estemirova e parlato di diritti umani con Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans, e lo abbiamo fatto in un luogo simbolo della città, nel Giardino dei Giusti di Palermo. Grazie a Farm Cultural Park abbiamo organizzato la presentazione del libro di Victoria Amelina Guardando le donne guardare la guerra nel nuovo spazio dell’ex convento dei Crociferi che consigliamo a tutt* di visitare non appena aprirà al pubblico. L’ultimo giorno la Casa memoria Felicia e Peppino Impastato ci ha aperto le porte e ha condiviso con noi, attraverso lo sguardo e i ricordi della nipote Luisa, la storia di Peppino, la sua lotta per un mondo più giusto. Ringraziamo anche le Università di Verona e di Palermo per aver sostenuto questo percorso di formazione al di fuori del mondo accademico strettamente inteso. Le persone coinvolte in questi eventi sono tantissime e ci teniamo a nominarle tutte, perché, come Memorial insegna, ogni nome conta. Grazie, dunque a Giovanni Zinna (co-fondatore di MoltiVolti), Carmelo Pollichino (presidente di Libera Palermo), Florinda Saieva (presidente di Farm Cultural Park), Daniela Di Giovanni (Farm Cultural Park/Palazzo Bonocore), Filippo Parrino, Massimiliano Lombardo e Irene D’Asta (CoopCulture), Pino Apprendi (responsabile del Giardino dei Giusti di Palermo), Joshua Evangelista (Fondazione Gariwo), Luisa Impastato (Casa memoria Felicia e Peppino Impastato) e tutt* i e le volontarie che si mettono ogni giorno al servizio di questi progetti straordinari. Desideriamo inoltre esprimere il nostro ringraziamento agli ospiti che hanno animato le varie giornate: le riflessioni, i dibattiti, le idee nate nel corso delle giornate della Summer School sono state la prova più tangibile della necessità di un progetto come questo per generare nuove traiettorie di studio e comprensione dello spazio postsovietico. Grazie, dunque, a Daniele Artoni, Alessandro Achilli, Mykhailo Minakov, Alberto Masoero, Marco Puleri, Violetta Fitsner per avere condiviso le loro ricerche e analisi. Grazie ad Anna Zafesova, Eugenio Cau, Daniele Raineri e Yulia Trizna che hanno animato i workshop pomeridiani con momenti pratici, offrendo dialoghi aperti e condividendo testimonianze autentiche di lavoro sul campo. E infine un grazie di cuore a Malek che ci ha fatto conoscere Ballarò attraverso i suoi occhi da migrante e a Virginia Glorioso che ci ha svelato la bellezza e l’importanza della street art palermitana. Non contenti del poderoso lavoro mattutino e pomeridiano, con MOST abbiamo voluto offrire anche momenti di scambio con tutta la cittadinanza di Palermo per continuare a parlare e scoprire nuove prospettive sui temi affrontati nel resto della giornata. Lo abbiamo potuto fare grazie a Igor Scalisi Palminteri, street artist di fama internazionale che ci ha raccontato come concepisce l’arte e il suo rapporto con la politica; Yaryna Grusha che ha condiviso con noi la storia della giornalista, poetessa e attivista ucraina Victoria Amelina, uccisa a Kramators’k il 1 luglio 2023; Luca Casarini di Mediterranea Saving Humans in dialogo con Eugenio Cau per capire come funziona o dovrebbe funzionare l’accoglienza in mare; Enrico Baraldi, regista e co-fondatore di Kepler 452, e le attrici Susanna Acchiardi, Alice Conti, Anfisa Lazebna, Yuliia Mykhalchuk, Nataliia Mykhalchuk che hanno creato e portato in scena Non tre sorelle, uno spettacolo che ragiona su cosa voglia dire fare teatro in tempo di guerra e quanto arte, vita e politica siano intrecciate nella vita di ciascun* di noi; Oleg Orlov, nostro collega e amico di Memorial Italia, co-presidente del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial, che ci ha spiegato il suo lavoro di attivista nel corso delle due guerre cecene, l’esperienza nel carcere come prigioniero politico e il suo attuale ruolo di contrasto alle violazioni dei diritti umani in Ucraina.

