Il diritto alla memoria è un ritratto cinematografico documentale dello storico Arsenij Roginskij (1946-2017), un monologo-confessione su di sé, il proprio Paese, il suo passato, presente e futuro. Tra i fondatori di “Memorial” e per molti anni a capo dell’associazione, storico di altissimo profilo, dissidente e prigioniero politico, Roginskij era un formidabile narratore. Un anno prima di morire riflette, per la prima volta davanti a una telecamera, su questioni intime ed essenziali: la sua nascita in un lager sovietico e la morte del padre in una prigione staliniana, l’essenza del Terrore di massa, il dovere dello storico e le ragioni per cui i russi respingono la memoria del passato totalitario del proprio Paese.
Il documentario è stato girato dalla regista Ljudmila Gordon nel 2018.
Ora sono disponibili i sottotitoli in italiano, grazie al lavoro di un gruppo di laureandi del Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Marco D’Argento, Federica Sasdelli e Giovanna Parravicini, sotto la supervisione di Giulia De Florio, Emanuela Guercetti e Claudia Zonghetti.
Il film si può guardare accedendo alla pagina dedicata o direttamente su YouTube.
Martin Schulze Wessel: “La Germania e l’Ucraina. E una guerra che si poteva impedire”
Chi ha ignorato l’Ucraina e perché? Questa zona d’ombra attraversa la politica e l’opinione pubblica del XIX e XX secolo. Si va dalla semplice trascuratezza all’ignoranza deliberata fino alla rimozione attiva. Tutto ciò converge nella percezione tedesca dell’Ucraina che era – e in parte è ancora – un luogo invisibile nella mappa mentale dei tedeschi.


