Dronizzazione senza militarizzazione. Lezione per l’Europa dall’economia di guerra ucraina

Foto di Jonathan Lampel su Unsplash

L’Ucraina ha un Pil che è un dodicesimo di quello della Russia e un bilancio della difesa quattro volte più basso. Si è dunque trovata a ideare qualcosa di nuovo: la dronizzazione senza militarizzazione; nel 2026 l’industria nazionale sarà in grado di produrre più di 8 milioni di droni.

Come una vita in prigione. Testimonianze dai territori occupati dell’Ucraina

Fig. 1. Il cimitero di auto di Irpin’ è un memoriale situato alle porte di Irpin', vicino a Kyiv. Questi veicoli bruciati, crivellati di proiettili e accartocciati sono stati abbandonati dai residenti in fuga dall’invasione russa all’inizio del 2022. Molte persone che hanno cercato di fuggire dai territori occupati riferiscono di aver visto auto bruciate con dei corpi all’interno. Foto di Neringa Klumbytė. Vicino a Irpin’, luglio 2025.

Queste storie documentano esperienze di occupazione che la Russia mira a cancellare nella sua propaganda da miliardi di dollari rivolta al pubblico nazionale e internazionale. Le testimonianze ucraine, quindi, costituiscono una forma di verità storica e di giustizia.

Sul colonialismo russo

Katia Margolis, Venezia 2024

La sua negazione è un atteggiamento che lega l’ala anti-Putin della società russa all’ala pro-Putin. Lo sciovinismo russo è radicato nella storia e nell’inconscio culturale molto più profondamente del putinismo. Dietro questa retorica si nasconde il rifiuto fondamentale di studiare le radici storiche e i metodi di creazione di questo “contesto culturale comune” con i popoli conquistati, russificati con la forza e in parte sterminati: l’ignoranza della storia dei ceceni, degli ingusci, dei buriati, dei baschiri, dei calmucchi, dei tuvini, degli jakuti, degli adigei, dei vepsi o dei keti.

Le narrazioni strategiche russe e i manuali di geografia delle scuole medie italiane

Uno studio a cura dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici mostra l’incidenza della disinformazione e della propaganda russa.

La decolonizzazione del sapere: la guerra d’invasione russa in Ucraina e il caso post-sovietico

Monumento a Lenin abbattuto a Stanycja Luhans'ka (foto: Yozh - Власна робота, CC BY-SA 4.0, Посилання)

Tra gli aspetti più interessanti dei dibattiti sul carattere coloniale della dominazione russa e poi sovietica sui Paesi che hanno raggiunto l’indipendenza dopo il 1991 c’è la questione dei risvolti sociali di questi dibattiti, a metà tra accademia e vita pubblica. L’esempio più lampante è quello delle discussioni sulla decolonizzazione (e la relativa decomunistizzazione) in Ucraina come pratica sociale e politica, sia in seguito all’inizio dell’invasione russa del 2014 e tanto più con l’aggressione su larga scala.

Voci dalla guerra: Viktor Marynčak

Per il progetto “Voci dalla guerra”, portato avanti dalla rete di Memorial col Gruppo di difesa dei diritti umani di Charkiv (KhPG o “Memorial Ucraina”), Denys Volocha ha raccolto la testimonianza di padre Viktor Marynčak, sacerdote che continua a officiare a Charkiv, offrendo assistenza spirituale ai fedeli. La guerra ha messo duramente alla prova la sua fede, che non è venuta meno.