Non chiamatelo padiglione Russia

Il padiglione della Federazione Russa della Biennale di Venezia

Lo ha fatto la burocrazia nel 1993, e purtroppo continua a farlo anche la Biennale 2026 che, mentre per altri Paesi adotta una precisione formale, alla Federazione Russa concede il privilegio, o la complicità, di essere chiamata semplicemente Russia. Questa imprecisione nutre una continuità storica che nei fatti non esiste, ma che si allinea perfettamente con la narrazione del Cremlino.

Dronizzazione senza militarizzazione. Lezione per l’Europa dall’economia di guerra ucraina

Foto di Jonathan Lampel su Unsplash

L’Ucraina ha un Pil che è un dodicesimo di quello della Russia e un bilancio della difesa quattro volte più basso. Si è dunque trovata a ideare qualcosa di nuovo: la dronizzazione senza militarizzazione; nel 2026 l’industria nazionale sarà in grado di produrre più di 8 milioni di droni.

Come una vita in prigione. Testimonianze dai territori occupati dell’Ucraina

Fig. 1. Il cimitero di auto di Irpin’ è un memoriale situato alle porte di Irpin', vicino a Kyiv. Questi veicoli bruciati, crivellati di proiettili e accartocciati sono stati abbandonati dai residenti in fuga dall’invasione russa all’inizio del 2022. Molte persone che hanno cercato di fuggire dai territori occupati riferiscono di aver visto auto bruciate con dei corpi all’interno. Foto di Neringa Klumbytė. Vicino a Irpin’, luglio 2025.

Queste storie documentano esperienze di occupazione che la Russia mira a cancellare nella sua propaganda da miliardi di dollari rivolta al pubblico nazionale e internazionale. Le testimonianze ucraine, quindi, costituiscono una forma di verità storica e di giustizia.

“Senza bambini non c’è futuro”: la storia di Volodymyr Sahaidak

Durante l’occupazione russa di Kherson, è riuscito a salvare più di cinquanta minori dalla deportazione in Russia. La sua storia nel libro di Nello Scavo, “Il salvatore di bambini”.

Voci dalla guerra. Leonid Remyha, medico di Cherson: “Ogni giorno c’erano grida, lamenti, torture”.

eonid Remyha, medico ospedaliero, racconta le sue vicissitudini sotto l’occupazione russa. Per la sua posizione filoucraina aveva attirato l’attenzione degli occupanti. Dopo essere stato destituito dal suo incarico, è stato portato in un centro di detenzione e sottoposto all’esame del poligrafo in quanto individuo sospetto.

La maledizione della storia russa nell’ideologia ossessiva di Putin

Il presidente russo è uno storico dilettante, ma le sue azioni dimostrano tutti i rischi di un simile hobby.