Lettera aperta agli editori di Exibart per la copertina su Nikas Safronov, “pittore di corte del regime di Putin”

Il padiglione della Federazione Russa della Biennale di Venezia

L’intervento di due critici d’arte, che devono restare anonimi, che definiscono inaccettabile il tributo riservato all’artista vicino ai vertici della Federazione russa nelle attuali circostanze storiche.

Belle arti o ars belli?

Katia Margolis, Venezia 2024

“La crescente controversia suscitata dalla decisione della direzione della Biennale di Venezia di consentire alla Federazione Russa di partecipare con una sua esposizione dimostra come lo spazio culturale possa diventare parte di una più ampia lotta geopolitica. Ecco perché sono fortemente contraria a questa decisione”.

Voci stridenti. Il baritono putiniano e il basso ucraino sul palco del Teatro San Carlo

Ildar Abdrazakov (foto di Gilzetbase, CC BY-SA 4.0)

Abdrazakov è un artista vicino al regime di Mosca, che si è visto cancellare molte dati negli Usa e in Europa. Nonostante le proteste per la sua presenza al Don Carlo, le autorità culturali italiane restano in silenzio. E il collega ucraino Tsymbalyuk, pur “sotto shock”, ci sarà perché ha “un contratto da rispettare”.

La guerra e l’università. Testimonianza di un professore russo, costretto a emigrare

Il sistema universitario statale in Russia si è già totalmente screditato; non ci sono più margini di miglioramento e non si capisce come ricostruirlo (o se sia davvero necessario), perché il virus putiniano lo sta penetrando sempre più in profondità.

Essere russi fa male. Delitto e castigo della letteratura russa

Putin costringe il suo popolo in un Medioevo mentale. La strada che porta alla guerra in Ucraina passa attraverso secoli di resistenza disperata della cultura russa e delle sue ripetute sconfitte nella lotta contro il potere criminale dello Stato. Essere russi fa male.

Da qui non schiodiamo. Gli intellettuali che restano e resistono in Russia

Oleg Orlov davanti alla sede di Memorial (foto di Anna Artem'eva)

Tatjana Fel’gengauer, Oleg Orlov, Ljubov’ Summ, Ivan Astašin, Katrin Nenaševa e Dmitrij Ivanov. Perché non vogliono lasciare la Russia e cosa sperano di cambiare (Prima parte)

Il fantasy russo va alla guerra

Ma la cultura è davvero un’oasi libera che costruisce ponti e va pertanto esclusa a priori da sanzioni di marca eminentemente politica ed economica? Il caso di Sergej Luk’janenko può aiutare a rispondere alla domanda.