Gennaio 2026. SOS – Riscaldiamo l’Ucraina. Raccolta fondi.

Memorial Italia partecipa alla raccolta fondi SOS – Riscaldiamo l’Ucraina. Mentre l’inverno avanza la Federazione Russa continua a utilizzare il freddo come arma di guerra. Milioni di ucraini sono rimasti al freddo e al buio senza riscaldamento, acqua ed elettricità. Cosa si può fare? Noi abbiamo partecipato all’iniziativa SOS-Riscaldiamo l’Ucraina. Chiunque lo desideri può effettuare una piccola donazione. La somma raccolta sarà utilizzata per acquistare generatori e accumulatori che significano pasti caldi, riscaldamento ed energia. RISCALDIAMO L’UCRAINA! Mentre l’inverno avanza, la Federazione Russa continua a utilizzare il freddo come arma di guerra contro la popolazione ucraina. Le infrastrutture energetiche restano tra gli obiettivi principali dei droni e dei missili russi. Milioni di persone in Ucraina, tra cui bambini e anziani, sono rimaste senza elettricità, acqua e riscaldamento, mentre fuori le temperature sono ben al di sotto dello zero. L’Ucraina e i suoi cittadini stanno entrando nel quarto anno dell’invasione su vasta scala. Dopo anni di bombardamenti, distruzioni e perdite, la Federazione Russa continua a violare il diritto umanitario, costringendo milioni di civili ucraini a vivere al buio e al gelo, nel tentativo di spezzare la capacità di resilienza e resistenza della popolazione ucraina. Invano. Desideriamo richiamare l’attenzione pubblica sulla situazione drammatica che la popolazione ucraina sta affrontando e condividere l’iniziativa SOS – Riscaldiamo l’Ucraina, promossa dall’Associazione Ucraina-Italia LILEA e patrocinata dall’Ambasciata d’Ucraina in Italia. La raccolta fondi ha l’obiettivo di raggiungere almeno 250.000 euro, destinati all’acquisto di generatori e accumulatori: strumenti essenziali che, nella vita quotidiana, significano pasti caldi, riscaldamento ed energia. Come Memorial Italia abbiamo scelto di aderire all’iniziativa con una donazione e invitiamo chi può a condividere un po’ di calore con la popolazione ucraina tramite un gesto concreto di solidarietà. Ogni piccolo contributo può fare la differenza. Per donare e per maggiori informazioni: Raccolta fondi di ASSOCIAZIONE UCRAINA – ITALIA “LILEA” APS | SOS – RISCALDIAMO L”UCRAINA.

28 gennaio 2025. Lettera aperta e raccolta firme per la liberazione di Jurij Dmitriev.

Oggi, 28 gennaio 2025, Jurij Dmitriev, nostro collega di Memorial Carelia, compie settant’anni e trascorre l’ennesimo compleanno in prigione. In questa occasione Memorial propone una lettera aperta che è possibile sottoscrivere utilizzando il link Liberté pour Iouri Dmitriev ! – Association Mémorial France. La liberazione delle persone perseguitate dai regimi totalitari deve rimanere uno dei compiti più importanti della diplomazia internazionale, anche quando i risultati sono soltanto parziali. Attualmente in Russia più di 4.600 persone sono detenute con accuse di carattere politico. Tutte loro devono essere liberate. In alcuni casi la questione del rilascio immediato è particolarmente urgente: si tratta di salvare vite umane. Questa è la situazione di Jurij Dmitriev, uno dei primi prigionieri politici della recente ondata di repressioni di Vladimir Putin. Arrestato nel dicembre 2016 con false accuse, è in carcere da oltre nove anni. Oggi 28 gennaio 2026 compie 70 anni. Festeggia questa data in un carcere a regime duro in Mordovia. Durante la detenzione, diverse malattie croniche di cui soffre Jurij Dmitriev si sono acutizzate. Invece di ricevere cure, Dmitriev viene regolarmente punito a causa delle sue precarie condizioni di salute: è stato più volte rinchiuso in una cella disciplinare per aver tentato di sedersi sul letto durante il giorno o per non aver svolto gli esercizi mattutini con sufficiente energia. Sospettato di avere un tumore, si vede negare da tre anni qualsiasi diagnosi e cura adeguata. Secondo quanto stabilito dalla sentenza, dovrà rimanere in carcere per altri sei anni. Tuttavia, qualsiasi ritardo nella fornitura di cure mediche adeguate potrebbe presto rivelarsi fatale. Il motivo per cui è stato avviato un procedimento penale contro Jurij Dmitriev è chiaro: il suo lavoro di ricerca sulla storia del terrore staliniano in Carelia, nel nord della Russia, e il suo desiderio di preservare la memoria di questi crimini. Jurij Dmitriev era a capo della sezione careliana dell’associazione russa Memorial. Per trent’anni ha cercato i luoghi di sepoltura delle vittime del Grande Terrore e attraverso pazienti ricerche negli archivi ha ricostruito il destino delle persone assassinate. Grazie al suo lavoro, sono stati creati diversi luoghi della memoria dei crimini del regime stalinista, in particolare il sito commemorativo di Sandarmoch, uno dei luoghi oggi più noti dei massacri di massa del Grande Terrore del 1937-1938. Jurij Dmitriev ha ricostruito le biografie di migliaia di persone decedute, tra cui più di un centinaio di personalità – scrittori, poeti e registi teatrali – del cosiddetto Rinascimento fucilato dell’Ucraina. Nel 2014, Jurij Dmitriev ha coraggiosamente condannato le azioni delle autorità russe nell’Ucraina orientale. Il suo lavoro di storia e memoria è stato premiato con numerosi riconoscimenti, tra cui la Croce d’oro al merito della Repubblica di Polonia (2016), il premio del Gruppo Helsinki di Mosca per la difesa dei diritti umani (2017), il premio Lev Kopelev (2020) e il premio Andrej Sacharov del Comitato Helsinki norvegese (2020). Le autorità russe hanno risposto con un’accusa falsa e montata ad hoc e una condanna a 15 anni di reclusione in un carcere a regime duro. Chiediamo ai responsabili politici degli Stati Uniti, dei paesi europei e del Regno Unito, nonché ai rappresentanti delle organizzazioni internazionali, di mettere in atto tutti i mezzi diplomatici e giuridici a loro disposizione affinché Jurij Dmitriev sia rilasciato il prima possibile. Il suo settantesimo compleanno, celebrato in carcere, è un’occasione importante per ricordare i suoi meriti e ribadire che solo la sua immediata liberazione consentirebbe a Jurij di rivedere i suoi cari.

Milano, 29 gennaio 2026. “Kyiv. Una fortezza sopra l’abisso”.

A Milano giovedì 29 gennaio alle 18:00 nella Biblioteca Chiesa rossa (via san Domenico Savio 3) la nostra Elena Kostiuokovitch presenta il volume Kyiv. Una fortezza sopra l’abisso. “Le storie di Kyiv, la città in cui sono nata, sono storie drammatiche. Se guardo all’indietro per collegare la situazione odierna con il passato, sulla base di libri e documenti, usando le storie della mia famiglia, mi rendo conto che il passaggio da un’epoca all’altra può essere rappresentato in alcuni luoghi di Kyiv come su un palcoscenico teatrale. Sarà sempre illuminato da luci grandiose e fatali. Racconteremo di una zarina che scendeva la scala del suo palazzo, situato su un’alta collina, per organizzare il salvataggio dell’impero russo. Parleremo del geniale scrittore che immaginò di far esplodere una bomba proprio sul belvedere da cui scendeva la zarina. Seguiremo la coraggiosa missione di un’eroina che penetra nel bunker di Putin per convincerlo a fare harakiri”. Kyiv. Una fortezza sopra l’abisso è un viaggio nell’anima della capitale ucraina, che intreccia la storia della città, incastonata nel cuore d’Europa, e quella dell’autrice, partita da Kyiv seguendo la passione per la letteratura. Le pagine di Gogol e Bulgakov si mescolano ai ricordi di famiglia, i boulevard di Kyiv attraversano i secoli, le guerre di ieri e quella di oggi, le piazze brillano di vita e bruciano sotto le bombe, come a espiare la condanna di una città eternamente assediata. Elena Kostioukovitch firma un libro prezioso che ci pone davanti alla complessità di un paese, alle sue luci come alle sue ombre, alle diverse voci che da secoli ne animano la cultura, alla forza di un popolo che non si è mai arreso.

Palermo, 28 gennaio 2026. Proiezione del film documentario “The Dmitriev Affair”.

Mercoledì 28 gennaio alle 17:00, presso palazzo Bonocore, Palermo (piazza Pretoria 2), il nostro vicepresidente Andrea Gullotta presenta il film documentario The Dmitriev Affair con la partecipazione in videocollegamento della regista Jessica Gorter. Il film è in lingua russa e inglese con sottotitoli in italiano. L’ingresso è libero e gratuito. Jurij Dmitriev è uno storico e attivista, direttore di Memorial Petrozavodsk. Negli anni Novanta scopre un’enorme fossa comune in cui sono sepolte migliaia di vittime del Grande Terrore. Nella radura boschiva di Sandormoch, in Carelia, inaugura un cimitero commemorativo e riesce a raccogliere persone di varie nazionalità intorno a un passato complesso e conflittuale. Da sempre schierato contro il governo della Federazione Russa, nel 2014 Dmitriev condanna apertamente l’invasione della Crimea. Da allora inizia per lui un calvario giudiziario che lo porta a essere condannato a quindici anni di reclusione. Il documentario di Jessica Gorter, realizzato nel 2023, racconta con passione e precisione la sua tragica vicenda. Ricordiamo che proprio il 28 gennaio Jurij Dmitriev compirà settant’anni in carcere. Memorial propone dunque una raccolta fondi e la possibilità di inviargli lettere e messaggi. I fondi raccolti saranno utilizzati per coprire le spese che Dmitriev deve sostenere in carcere (acquisto di generi alimentari, medicinali e beni di prima necessità), pagare le visite dell’avvocato e ritirare i pacchi. Per maggiori informazioni: 28 gennaio 2026. Lo storico di Memorial Jurij Dmitriev compie settant’anni in carcere. Raccolta fondi. La proiezione si svolge nell’ambito del convegno internazionale Literature of Socialist Trauma: risultati e prospettive che si tiene il 27 e 28 gennaio a Palermo. Il convegno sarà trasmesso su Zoom. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico.

28 gennaio 2026. Lo storico di Memorial Jurij Dmitriev compie settant’anni in carcere. Raccolta fondi.

Il 28 gennaio Jurij Dmitriev compirà settant’anni: il nostro collega di Memorial Carelia trascorrerà l’ennesimo compleanno in prigione. Jurij Dmitriev è in carcere dal 2016 sulla base di accuse infondate e al momento è recluso nel penitenziario di massima sicurezza IK-18 nella località di Pot’ma in Mordovia, condannato a quindici anni di reclusione. Dieci anni in cui non ha potuto ricevere assistenza medica adeguata, nonostante le sue condizioni di salute peggiorino di giorno in giorno: negli ultimi anni è stato spostato in cella di isolamento nove volte e per le ragioni più disparate. Lo scorso anno per non avere eseguito correttamente la ginnastica mattutina, mentre a marzo del 2023 è stato punito per essersi seduto sul letto durante il giorno, quando gli girava la testa per via delle medicine. Al momento non riesce nemmeno a stare in piedi a causa delle vertigini. Memorial propone una raccolta fondi per fare un regalo a Jurij Dmitriev in occasione del suo compleanno e aiutare la sua famiglia. I fondi raccolti saranno utilizzati per coprire le spese che deve sostenere in carcere (acquisto di generi alimentari, medicinali e beni di prima necessità), pagare le visite dell’avvocato e ritirare i pacchi. È possibile partecipare alla raccolta fondi utilizzando il link https://www.helloasso.com/…/memorial-france/formulaires/12. Per scrivere lettere a Jurij Dmitriev si può usare il sito zt.ru (in russo) o l’indirizzo fisico per i messaggi cartacei: 431100, Республика Мордовия, Зубово-Полянский р-н, п. Потьма, ул. Красноармейская, д. 10, ФКУ ИК-18 УФСИН России по Республике Мордовия, Дмитриев Юрий Алексеевич, 1956 г. р. Per chiarimenti è possibile rivolgersi a Memorial Italia. Anche per scrivere una lettera o spedire una cartolina a Jurij Dmitriev è possibile contattare Memorial Italia per aiuto. In caso di dubbio su cosa scrivere e come farlo, la breve guida messa a disposizione da Memorial può essere di aiuto: Letters to political prisoners: why, what and how | memo.site. Dmitriev è un ricercatore, uno storico e un attivista di Memorial che, negli anni Novanta, ha scoperto la fossa comune di Sandormoch dove all’epoca del Grande terrore era stata sepolta un’intera tradotta di detenuti proveniente dal lager sovietico delle isole Solovki. Tre decenni della sua vita sono stati impiegati nella ricerca delle persone scomparse per mano dello Stato. Dmitriev ha lavorato sia negli archivi sia sul posto e proprio in questo modo, combinando fonti frammentarie e ricerche sul campo, è riuscito a individuare la fossa comune di Sandormoch. Lì, nella radura boschiva della Carelia, ha voluto inaugurare un cimitero commemorativo, raccogliendo persone di diverse nazionalità attorno a un’eredità storica complessa e difficile. Da sempre contrario alla deriva autoritaria del governo della Federazione Russa, nel 2014 Dmitriev ha condannato pubblicamente l’invasione della Crimea. Questa presa di posizione segna l’inizio di un vero e proprio calvario giudiziario che lo porta a essere condannato a quindici anni di reclusione. Numerose figure e personalità si sono spese per raccontare la storia del nostro collega. Il documentario The Dmitriev Affair, realizzato dalla regista olandese Jessica Gorter nel 2023, ripercorre la tragica vicenda del ricercatore, restituendo un’immagine scioccante di come lo Stato russo distorca la storia, minacciando e perseguendo i propri cittadini. Nel 2023 Gabriele Nissim ha letto per Memorial Italia l’ultima dichiarazione di Dmitriev, pronunciata l’otto luglio del 2020, come parte del progetto 30 ottobre. Proteggi le mie parole. Infine, Irina Flige, storica collaboratrice di Memorial San Pietroburgo, ha raccontato le vicende della radura di Sandormoch nel volume Il caso Sandormoch. La Russia e la persecuzione della memoria, pubblicato da Stilo Editrice e curato dai nostri Andrea Gullotta e Giulia De Florio.

Torino, 27-28 novembre 2025. La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Convegno di studi.

Memorial Italia, in collaborazione con Istoreto, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti, Associazione culturale Vera Nocentini e Fondazione di studi storici Gaetano Salvemini, propone il convegno di studi La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Il convegno si svolge il 27 e 28 novembre 2025 a Torino negli spazi del Polo del ‘900. L’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022 ha reso evidente una svolta nelle relazioni internazionali ma anche nel ruolo che la nostra società attribuisce alla questione dei diritti umani. L’intensificarsi delle ostilità tra Israele e la Striscia di Gaza e l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America hanno confermato la crisi del sistema internazionale sorto dopo la fine della Guerra fredda, mentre gli interessi geopolitici ed economici sono andati a sostituire il rispetto dei diritti umani come metro di giudizio per dirimere i conflitti armati. Memorial Italia, riunendo studiosi e operatori di organizzazioni internazionali governative e non e partendo dal caso dell’aggressione della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina, intende condurre una riflessione su tali cambiamenti, per tornare a parlare di diritto alla pace, alla democrazia, alla salute, all’alimentazione, alla mobilità e all’accoglienza. Giovedì 27 novembre (Sala Conferenze, Palazzo San Celso, corso Valdocco 4) 9:30-10:00 Saluti di Alessandro Rubini (direttore del Polo del ‘900) e Barbara Berruti (direttrice di Istoreto). Presentazione del convegno con Giulia De Florio (presidente di Memorial Italia, Università degli Studi di Parma). 10:00-13:00 Introduce Marcello Flores (Memorial Italia, Università di Siena), Il nuovo ordine mondiale: guerra, economia e diritti. Mario Del Pero (Sciences Po, Parigi), La paura della (inter)dipendenza, la chimera della sovranità. Donald Trump e l’ordine internazionale contemporaneo. Giovanni Gozzini (Università di Siena), Quando la globalizzazione ha smesso di essere buona? Ludovica Poli (Università di Torino), In difesa del diritto internazionale dei diritti umani. Elisa Palazzi (Università di Torino), Gli impatti del cambiamento climatico. 15:30-18:30 Introduce Simone A. Bellezza (Memorial Italia, Università degli Studi del Piemonte Orientale), La difesa dei diritti in Ucraina e in Russia. Caterina Filippini (Università di Milano), Disciplina dei diritti e pseudo-costituzionalismo nella Russia contemporanea. Antonella Salomoni (Università di Bologna), Diritti umani, sovranità e sicurezza nella Russia di oggi. Giovanni Cadioli (Università di Padova), Fantasmi del passato o prodromi del futuro? Una riflessione sull’economia di comando e autoritarismo nella Russia di Putin. Maria Sole Delle Donne (Commissione Europea – Direzione Ucraina), Democrazia e diritto fondamentale nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Matteo Mecacci (già direttore ODIHR/OSCE), II ruolo dell’OSCE nella difesa dei diritti umani in Ucraina e in Russia. Venerdì 28 novembre (Auditorium, Palazzo San Daniele, via del Carmine 14) 9:30-12:30 Introduce Francesca Gori (Memorial Italia), La difesa dei diritti in altri conflitti. Marcella Simoni (Università’ Ca’ Foscari e European University Institute), Ombre lunghe: crescita e consolidamento della destra e della destra radicale in Israele (1973-2023). Wlodek Goldkorn (scrittore e giornalista), Gaza. Le parole per dire l’indicibile. Sara de Simone (Università di Trento), Sudan tra silenzio e semplificazione nella narrazione globale sui diritti umani. Giorgia Perletta (Università Cattolica di Milano), La tutela dei diritti umani in Iran: attori, priorità e sfide. Tommaso Bobbio (Università di Torino), L’estrema destra indiana, tra nazionalismo, abusi e ambizioni regionali. 14:30-17:30 Introduce Marco Buttino (Memorial Italia), Tavola rotonda. I profughi e il diritto all’accoglienza. Ferruccio Pastore (FIERI), Deportazioni di massa, nuovo fronte della migrafobia. Lorenzo Trucco (ASGI), Il trattenimento extraterritoriale e il rimpatrio di persone migranti dall’Albania. Barbara Sorgoni (Università di Torino), I confini del diritto nella richiesta di asilo. Elena Mazzola (MSF), Dal diritto all’accoglienza al diritto alla cura. Nicola Pasini (ISMU), Welfare per chi? Per tutti, per noi e/o per “loro”? Daniele Abbado (Special Friend di UNHCR), Responsabilità e speranza: alcune possibilità dell’impegno personale dinanzi alla crisi della solidarietà internazionale. Si rilascia attestato di partecipazione per insegnanti. Segreteria organizzativa: Simone A. Bellezza (simone.bellezza@uniupo.it), Marco Buttino (marco.buttino@unito.it). Segreteria e attività didattiche: Istoreto (formazione.corsi@istoreto.it). Per assistere si consiglia la prenotazione rivolgendosi all’indirizzo segreteria@istoreto.it o tramite pagina web La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Convegno di studi | Istoreto.

10 dicembre 2025. Diritti umani: la tempesta perfetta. Dichiarazione dell’Associazione Internazionale Memorial.

Condividiamo il testo della dichiarazione dell’Associazione Internazionale Memorial pubblicata in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani 2025. Human Rights: a perfect storm. Following the two world wars, the previous 20th century gave mankind hope. Two related events in the middle of the century changed the world. On 10 December 1948, the UNO General Assembly adopted the Universal Declaration of Human Rights. Earlier in 1946, the Nuremberg trial handed down rulings against the leaders of the Nazi regime. Military aggression was declared crime, and the right of the strong to exercise arbitrary power ceased to exist. Having experienced the horrors of World War II, humanity placed the concept of human rights in the foundation of international legal system. The Soviet empire began to crumble four decades later. It appeared at the turn of the 1990s that its fall had opened opportunities for systematic and consistent implementation of these principles globally. However, the basic principles are being contested these days. International mechanisms intended to defend them have proven powerless. The aggression of Putin’s Russia against Ukraine has not met with the requisite opposition on the part of the global community. It is becoming increasingly apparent that Putin’s regime is joining forces with various dictatorships in different parts of the world. These alliances are based on suppressing human rights and unconditional prevalence of the state interests. Having striven for the observance of human rights across the world while claiming leadership among democratic states for many decades, the United States of America is currently showing an openly hostile attitude to the principles of human rights and international order based on the rule of law. Finally, populists calling for the abandonment of fundamental human rights values are gaining strength in European democracies. As we can see, these fundamental values are faced with the situation of a «perfect storm». What mankind achieved at the cost of inconceivable casualties and suffering in the previous century is falling apart in front of our eyes. Will the 21st century become one where the world is again divided by superpowers into their zones of influence? A century where despotism and imperialism rule victorious while human rights policies again become an internal affair of the individual states? And thus, a century of new world wars? Or will humanity overcome the crisis and continue progressing towards a world where the observance of human rights and dignity will be guaranteed to ALL? The answer to these questions depends on ALL of us. Board of the International Memorial Association, December 9, 2025

10 dicembre 2025. Giornata mondiale dei diritti umani: Freedom for Ukrainian Civilians.

10 dicembre 2025: in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani People First e Apus Project – e Memorial Italia con loro – desiderano richiamare l’attenzione sulla questione dei civili ucraini detenuti illegalmente dalla Federazione Russa. Secondo il Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, circa 16.000 persone sono considerate disperse e detenute illegalmente in Russia. Come confermato dalle agenzie delle Nazioni Unite e dalle organizzazioni per i diritti umani, queste persone sono sistematicamente sottoposte a tortura e altre forme di trattamento crudele e inumano. Invitiamo a guardare il filmato dedicato alla storia della cittadina ucraina Snizhana Kozlova che nell’aprile del 2022 è stata separata dal figlio dodicenne a un posto di blocco russo mentre lasciava Mariupol. Da allora non si hanno più sue notizie. Invitiamo inoltre a firmare la petizione Free Snizhana! Free Ukrainian civilian hostages, disponibile su change.org, ad aiutarci a diffondere il video e a sostenere le richieste della campagna People First per il rilascio di tutti i civili ucraini detenuti in seguito all’invasione russa: Petizione · Free Snizhana! Освободите украинских гражданских — звільніть цивільних заручників! – Francia · Change.org.

Padova, ottobre-novembre 2025. Sulla scena del(l’eco)crimine: i siti di Čornobyl’ e Semej.

Nell’approssimarsi del quarantesimo anniversario della catastrofe alla centrale nucleare di Čornobyl’ (più nota come Chernobyl) il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova ospita il ciclo di conferenze Sulla scena del(l’eco)crimine: i siti di Čornobyl’ e Semej/Semipalatinsk che si svolge a Padova nel Complesso Beato Pellegrino (via E. Vendramini, 13) nei mesi di ottobre e novembre 2025. Gli incontri intendono proporre occasioni di riflessione sui pericoli derivanti da un uso sconsiderato del nucleare per la natura e per l’essere umano. Gli effetti devastanti di avarie ed esplosioni sono amplificati all’interno di un sistema autoritario che non tiene in considerazione la vita dell’individuo. L’immagine di copertina è di Pierpaolo Mittica. Mercoledì 29 ottobre alle 16.30 presso il Complesso Beato Pellegrino (aula 8) il nostro Simone Attilio Bellezza, storico dell’Università del Piemonte Orientale, apre il ciclo con la conferenza dal titolo L’incidente di Čornobyl’ come cesura della storia ambientale e politica. L’incontro è aperto al pubblico. Lunedì 3 novembre alle 10:30 nella galleria del Complesso Beato Pellegrino, grazie all’associazione VisionArt22 A.P.S. in collaborazione con il Premio fotografico Umane Tracce, sarà inoltre inaugurata la duplice mostra fotografica Il volto oscuro del nucleare di Pierpaolo Mittica, fotografo e filmmaker, sempre impegnato nel trasformare la cronaca in memoria collettiva e nel dare voce alle vittime dimenticate della modernità. Chernobyl – 40 anni dopo ripercorre le devastanti conseguenze ambientali e umane del più grave disastro nucleare della storia europea, restituendo in immagini la quotidianità di chi ancora oggi vive e sopravvive nelle zone contaminate. Semipalatinsk – Il crimine dei test nucleari, lavoro di denuncia che ha valso a Pierpaolo Mittica il riconoscimento del Premio Umane Tracce, racconta la storia delle vittime dei test atomici effettuati in Kazakistan in epoca sovietica. L’inaugurazione si svolgerà alla presenza dell’autore che dialogherà con Enzo Cortini del Premio Umane Tracce. La mostra è aperta dal 3 novembre al 19 dicembre, dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00. Ricordiamo che le iniziative programmate per lunedì 3 novembre iniziano alle 09:00 nell’aula 1 del Complesso Beato Pellegrino dove sarà proiettato il documentario Chernobyl. A Chronicle of Difficult Weeks (1986) in lingua originale con sottotitoli in italiano realizzati per l’occasione. Si tratta del primo reportage dedicato alla catastrofe di Čornobyl’, girato poche settimane dopo l’incidente. I viaggi nella zona contaminata sono costati la vita al regista, Volodymyr Ševčenko, deceduto poco dopo la conclusione delle riprese a causa delle radiazioni assorbite. Si tratta di uno straordinario documento con il quale si offre una testimonianza della portata del disastro malgrado i vincoli imposti dalla censura sovietica. La proiezione è stata resa possibile per gentile concessione di UkrKinoChronika, rappresentata da Law Net, ed è curata da Claudia Fiorito del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, autrice anche dei sottotitoli. Le attività della giornata proseguono nel pomeriggio. Alle 16:00 una visita guidata della mostra condotta dallo stesso Pierpaolo Mittica sarà introdotta da un reading a cura del Laboratorio di teatro in Lingue dell’Europa Centro e Sudorientale diretto dal regista Pierantonio Rizzato di TOP – Teatri Off Padova. Una selezione di testi di Svetlana Aleksievič, Lina Kostenko e Ales’ Pis’mjankoŭ sarà interpretata dagli studenti e dalle studentesse del laboratorio.  I successivi appuntamenti, previsti per il mese di novembre nel Complesso Beato Pellegrino, aiuteranno a rievocare e comprendere il contesto e le conseguenze dei disastri ambientali nei siti di Čornobyl’ (Chernobyl, Ucraina) e Semej (all’epoca Semipalatinsk, Kazakistan). Lunedì 17 novembre alle 16:30 con l’incontro Chernobyl prima di Chernobyl Francesco M. Cataluccio, autore del volume Chernobyl (2011), rievoca la storia e l’atmosfera di una città che oggi è ricordata quasi esclusivamente per la tragedia del 1986. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto: https://unipd.zoom.us/j/82515103802. Seguirà una nuova proiezione di Chernobyl. Chronicle of Difficult Weeks.   Mercoledì 19 novembre alle 16:30 il nostro Niccolò Pianciola, storico dell’Università di Padova, tiene la conferenza L’era atomica in Asia Centrale: dalla bomba di Stalin ad oggi. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto: https://unipd.zoom.us/j/85412213958. Lunedì 24 novembre alle 16.30 sarà possibile seguire l’incontro “E il poligono atomico mi aprì il cancello”. La testimonianza di Valerio Pellizzari, il primo occidentale entrato nella città segreta. Il 17 settembre 1991 sulle pagine del Messaggero appare l’articolo di Valerio Pellizzari Apocalisse nella steppa in cui il giornalista racconta la sua eccezionale visita al poligono nucleare sovietico di Semipalatinsk/Semej, situato nella Repubblica del Kazakistan, cuore militare-strategico dell’URSS. L’incontro si svolge solo in presenza. Mercoledì 26 novembre alle 16:30 Matteo Benussi, antropologo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, tiene la conferenza Siamo rimasti per vivere: riflessioni antropologiche sulla vita dopo il disastro di Čornobyl’. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto: https://unipd.zoom.us/j/82515103802.

12 novembre 2025. Lettera di Memorial Italia all’Arci.

Oggi, 12 novembre 2025, Memorial Italia ha recapitato alla Presidenza dell’Arci e al Circolo Arci La Poderosa di Torino la lettera che riportiamo integralmente riguardante l’incontro “Russofilia, russofobia, verità” che si terrà in data odierna presso i locali del circolo La Poderosa. La lettera esprime la posizione di Memorial Italia sull’evento ed è corredata da un elenco parziale di cittadini e cittadine della Federazione Russa incarcerati per avere scritto un post sui social media circa il massacro di Buča e da un invito all’Arci a partecipare al convegno di studi La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale organizzato a Torino per il 27 e 28 novembre.  12 novembre 2025Alla cortese attenzione della Presidenza nazionale e del Comitato torinese dell’Arci L’associazione Memorial Italia esprime preoccupazione e sconcerto per la decisione di ospitare, oggi 12 novembre, presso il Circolo Arci “La Poderosa” di Torino, l’incontro dal titolo “Russofilia, russofobia, verità”. All’iniziativa parteciperanno Angelo D’Orsi, Alessandro Di Battista, Moni Ovadia e, in collegamento dai territori ucraini occupati, Vincenzo Lorusso che lavora per International Reporters, definito da Reporters Sans Frontières un “sito web dove propagandisti stranieri diffondono disinformazione russa”. Riconosciamo il valore assoluto del pluralismo delle opinioni. Questo evento, tuttavia, non rappresenta un momento di confronto o una piattaforma per una corretta informazione, quanto piuttosto una cassa di risonanza per la propaganda di regimi autoritari. Il richiamo alla presunta “russofobia” — categoria inventata dalla comunicazione ufficiale del Cremlino per delegittimare ogni critica alle politiche imperialiste e repressive della Federazione Russa — riproduce argomenti e schemi di disinformazione funzionali a chi nega l’evidenza: l’aggressione militare all’Ucraina, le violazioni sistematiche del diritto internazionale e i crimini contro la popolazione civile. Appare inoltre paradossale che il professor D’Orsi, al quale il Polo del ’900 di Torino ha infine negato gli spazi per lo stesso evento, si presenti come difensore della libertà di parola. Lo stesso D’Orsi, insieme a Vincenzo Lorusso, ha preso parte lo scorso settembre a Minsk a un festival organizzato dalla rete televisiva Russia Today, organo di propaganda del Cremlino, cioè di un Paese che nega la libertà di parola a chiunque esprima idee contrarie all’ideologia ufficiale. Mentre i due erano in Belarus’ come ospiti d’onore, nelle carceri del Paese si trovavano 1.235 prigionieri politici, secondo il Centro per i diritti umani Viasna, il cui fondatore Ales Bialiatski è stato insignito del Premio Nobel per la Pace e si trova egli stesso attualmente in prigione. In Russia, l’ONG OVD-Info segnala 1.830 detenuti per motivi politici — alcuni arrestati per un semplice post sui social media —, parte degli oltre 4.100 cittadini perseguiti per reati d’opinione. Forse anche qualcuno di loro avrebbe voluto collegarsi con “La Poderosa” per dialogare con i nostri autoproclamati difensori della libertà di parola, ma non lo potrà fare. Memorial Italia ritiene che ospitare un simile evento in una sede dell’Arci, storicamente impegnata nella difesa dei diritti umani e delle libertà democratiche, rappresenti una scelta profondamente incoerente con la tradizione antifascista e libertaria dell’associazione. Leggiamo nel suo statuto che l’Arci si richiama alla “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” e alla “Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, e ci stupiamo che la vostra associazione abbia deciso di ospitare un evento di apologia di un regime che ha recentemente rapito e deportato migliaia di bambini e bambine ucraine. È questo il motivo per cui la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato d’arresto per Vladimir Putin. Segnaliamo infine che il 27 e 28 novembre prossimi, al Polo del ’900 di Torino, Memorial Italia organizzerà il convegno “La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale”, con la partecipazione di studiose e studiosi di fama internazionale, tra cui veri esperti di Russia e Ucraina. Saremmo lieti della partecipazione di rappresentanti dell’Arci a questo appuntamento che vuole essere un’occasione di confronto serio e documentato sul tema dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Ribadiamo il nostro impegno a sostenere la verità storica, la memoria delle vittime dei totalitarismi e la solidarietà con chi oggi, in Russia e Belarus’, subisce persecuzioni per aver difeso libertà e verità. Con i più cordiali saluti,il Direttivo di Memorial Italia.