28 gennaio 2026. Lo storico di Memorial Jurij Dmitriev compie settant’anni in carcere. Raccolta fondi.

Il 28 gennaio Jurij Dmitriev compirà settant’anni: il nostro collega di Memorial Carelia trascorrerà l’ennesimo compleanno in prigione. Jurij Dmitriev è in carcere dal 2016 sulla base di accuse infondate e al momento è recluso nel penitenziario di massima sicurezza IK-18 nella località di Pot’ma in Mordovia, condannato a quindici anni di reclusione. Dieci anni in cui non ha potuto ricevere assistenza medica adeguata, nonostante le sue condizioni di salute peggiorino di giorno in giorno: negli ultimi anni è stato spostato in cella di isolamento nove volte e per le ragioni più disparate. Lo scorso anno per non avere eseguito correttamente la ginnastica mattutina, mentre a marzo del 2023 è stato punito per essersi seduto sul letto durante il giorno, quando gli girava la testa per via delle medicine. Al momento non riesce nemmeno a stare in piedi a causa delle vertigini. Memorial propone una raccolta fondi per fare un regalo a Jurij Dmitriev in occasione del suo compleanno e aiutare la sua famiglia. I fondi raccolti saranno utilizzati per coprire le spese che deve sostenere in carcere (acquisto di generi alimentari, medicinali e beni di prima necessità), pagare le visite dell’avvocato e ritirare i pacchi. È possibile partecipare alla raccolta fondi utilizzando il link https://www.helloasso.com/…/memorial-france/formulaires/12. Per scrivere lettere a Jurij Dmitriev si può usare il sito zt.ru (in russo) o l’indirizzo fisico per i messaggi cartacei: 431100, Республика Мордовия, Зубово-Полянский р-н, п. Потьма, ул. Красноармейская, д. 10, ФКУ ИК-18 УФСИН России по Республике Мордовия, Дмитриев Юрий Алексеевич, 1956 г. р. Per chiarimenti è possibile rivolgersi a Memorial Italia. Anche per scrivere una lettera o spedire una cartolina a Jurij Dmitriev è possibile contattare Memorial Italia per aiuto. In caso di dubbio su cosa scrivere e come farlo, la breve guida messa a disposizione da Memorial può essere di aiuto: Letters to political prisoners: why, what and how | memo.site. Dmitriev è un ricercatore, uno storico e un attivista di Memorial che, negli anni Novanta, ha scoperto la fossa comune di Sandormoch dove all’epoca del Grande terrore era stata sepolta un’intera tradotta di detenuti proveniente dal lager sovietico delle isole Solovki. Tre decenni della sua vita sono stati impiegati nella ricerca delle persone scomparse per mano dello Stato. Dmitriev ha lavorato sia negli archivi sia sul posto e proprio in questo modo, combinando fonti frammentarie e ricerche sul campo, è riuscito a individuare la fossa comune di Sandormoch. Lì, nella radura boschiva della Carelia, ha voluto inaugurare un cimitero commemorativo, raccogliendo persone di diverse nazionalità attorno a un’eredità storica complessa e difficile. Da sempre contrario alla deriva autoritaria del governo della Federazione Russa, nel 2014 Dmitriev ha condannato pubblicamente l’invasione della Crimea. Questa presa di posizione segna l’inizio di un vero e proprio calvario giudiziario che lo porta a essere condannato a quindici anni di reclusione. Numerose figure e personalità si sono spese per raccontare la storia del nostro collega. Il documentario The Dmitriev Affair, realizzato dalla regista olandese Jessica Gorter nel 2023, ripercorre la tragica vicenda del ricercatore, restituendo un’immagine scioccante di come lo Stato russo distorca la storia, minacciando e perseguendo i propri cittadini. Nel 2023 Gabriele Nissim ha letto per Memorial Italia l’ultima dichiarazione di Dmitriev, pronunciata l’otto luglio del 2020, come parte del progetto 30 ottobre. Proteggi le mie parole. Infine, Irina Flige, storica collaboratrice di Memorial San Pietroburgo, ha raccontato le vicende della radura di Sandormoch nel volume Il caso Sandormoch. La Russia e la persecuzione della memoria, pubblicato da Stilo Editrice e curato dai nostri Andrea Gullotta e Giulia De Florio.

Torino, 27-28 novembre 2025. La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Convegno di studi.

Memorial Italia, in collaborazione con Istoreto, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea Giorgio Agosti, Associazione culturale Vera Nocentini e Fondazione di studi storici Gaetano Salvemini, propone il convegno di studi La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Il convegno si svolge il 27 e 28 novembre 2025 a Torino negli spazi del Polo del ‘900. L’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio 2022 ha reso evidente una svolta nelle relazioni internazionali ma anche nel ruolo che la nostra società attribuisce alla questione dei diritti umani. L’intensificarsi delle ostilità tra Israele e la Striscia di Gaza e l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America hanno confermato la crisi del sistema internazionale sorto dopo la fine della Guerra fredda, mentre gli interessi geopolitici ed economici sono andati a sostituire il rispetto dei diritti umani come metro di giudizio per dirimere i conflitti armati. Memorial Italia, riunendo studiosi e operatori di organizzazioni internazionali governative e non e partendo dal caso dell’aggressione della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina, intende condurre una riflessione su tali cambiamenti, per tornare a parlare di diritto alla pace, alla democrazia, alla salute, all’alimentazione, alla mobilità e all’accoglienza. Giovedì 27 novembre (Sala Conferenze, Palazzo San Celso, corso Valdocco 4) 9:30-10:00 Saluti di Alessandro Rubini (direttore del Polo del ‘900) e Barbara Berruti (direttrice di Istoreto). Presentazione del convegno con Giulia De Florio (presidente di Memorial Italia, Università degli Studi di Parma). 10:00-13:00 Introduce Marcello Flores (Memorial Italia, Università di Siena), Il nuovo ordine mondiale: guerra, economia e diritti. Mario Del Pero (Sciences Po, Parigi), La paura della (inter)dipendenza, la chimera della sovranità. Donald Trump e l’ordine internazionale contemporaneo. Giovanni Gozzini (Università di Siena), Quando la globalizzazione ha smesso di essere buona? Ludovica Poli (Università di Torino), In difesa del diritto internazionale dei diritti umani. Elisa Palazzi (Università di Torino), Gli impatti del cambiamento climatico. 15:30-18:30 Introduce Simone A. Bellezza (Memorial Italia, Università degli Studi del Piemonte Orientale), La difesa dei diritti in Ucraina e in Russia. Caterina Filippini (Università di Milano), Disciplina dei diritti e pseudo-costituzionalismo nella Russia contemporanea. Antonella Salomoni (Università di Bologna), Diritti umani, sovranità e sicurezza nella Russia di oggi. Giovanni Cadioli (Università di Padova), Fantasmi del passato o prodromi del futuro? Una riflessione sull’economia di comando e autoritarismo nella Russia di Putin. Maria Sole Delle Donne (Commissione Europea – Direzione Ucraina), Democrazia e diritto fondamentale nel percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Matteo Mecacci (già direttore ODIHR/OSCE), II ruolo dell’OSCE nella difesa dei diritti umani in Ucraina e in Russia. Venerdì 28 novembre (Auditorium, Palazzo San Daniele, via del Carmine 14) 9:30-12:30 Introduce Francesca Gori (Memorial Italia), La difesa dei diritti in altri conflitti. Marcella Simoni (Università’ Ca’ Foscari e European University Institute), Ombre lunghe: crescita e consolidamento della destra e della destra radicale in Israele (1973-2023). Wlodek Goldkorn (scrittore e giornalista), Gaza. Le parole per dire l’indicibile. Sara de Simone (Università di Trento), Sudan tra silenzio e semplificazione nella narrazione globale sui diritti umani. Giorgia Perletta (Università Cattolica di Milano), La tutela dei diritti umani in Iran: attori, priorità e sfide. Tommaso Bobbio (Università di Torino), L’estrema destra indiana, tra nazionalismo, abusi e ambizioni regionali. 14:30-17:30 Introduce Marco Buttino (Memorial Italia), Tavola rotonda. I profughi e il diritto all’accoglienza. Ferruccio Pastore (FIERI), Deportazioni di massa, nuovo fronte della migrafobia. Lorenzo Trucco (ASGI), Il trattenimento extraterritoriale e il rimpatrio di persone migranti dall’Albania. Barbara Sorgoni (Università di Torino), I confini del diritto nella richiesta di asilo. Elena Mazzola (MSF), Dal diritto all’accoglienza al diritto alla cura. Nicola Pasini (ISMU), Welfare per chi? Per tutti, per noi e/o per “loro”? Daniele Abbado (Special Friend di UNHCR), Responsabilità e speranza: alcune possibilità dell’impegno personale dinanzi alla crisi della solidarietà internazionale. Si rilascia attestato di partecipazione per insegnanti. Segreteria organizzativa: Simone A. Bellezza (simone.bellezza@uniupo.it), Marco Buttino (marco.buttino@unito.it). Segreteria e attività didattiche: Istoreto (formazione.corsi@istoreto.it). Per assistere si consiglia la prenotazione rivolgendosi all’indirizzo segreteria@istoreto.it o tramite pagina web La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Convegno di studi | Istoreto.

Novembre 2025. “Ucraina: crimini di guerra degli aggressori russi”: relazione del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial.

Tra 17 e 30 gennaio 2025 Vladimir Malychin, Natalia Morozova e Oleg Orlov del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial hanno partecipato a una missione di monitoraggio di difensori russi dei diritti umani in Ucraina. L’obiettivo era la raccolta di informazioni sulle violazioni dei diritti umani e delle norme del diritto umanitario internazionale, compresi i crimini di guerra commessi in territorio ucraino nel corso dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. La missione ha visitato Kyiv e la regione di Kyiv, Kharkiv e la regione di Kharkiv, Poltava, Mykolaiv e la regione di Mykolaiv, Kherson e la regione di Kherson, Odesa, la regione di Chernihiv. Al termine della missione il Centro Memorial ha pubblicato lo scorso novembre la relazione Ucraina: crimini di guerra degli aggressori russi. •    La prima parte della relazione è dedicata al sistema di filtraggio nei territori occupati. •    La seconda parte riguarda i bombardamenti e gli attacchi contro i centri abitati ucraini. •    La terza parte illustra la situazione dei prigionieri di guerra e degli ostaggi civili ucraini. La relazione è preceduta da un’introduzione che descrive la missione, la metodologia della ricerca e le norme giuridiche, nonché da una breve sintesi che descrive le tre sezioni, e si chiude con le conclusioni in cui gli autori riassumono i risultati della missione e li aggiornano in base alla situazione della fine di novembre 2025. La relazione è stata redatta grazie alla collaborazione di Aleksandr Cherkasov del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial. I partecipanti alla missione esprimono la loro gratitudine a Kharkiv Human Rights Protection Group (KHPG) e International Partnership for Human Rights (IPHR) per il prezioso aiuto nell’organizzazione del viaggio. Ringraziano inoltre Yury Dzhibladze, direttore del dipartimento per i diritti umani e lo stato di diritto di International Security Action Strategy Network (iSANS), ed Evgeny Zakharov, presidente di Kharkiv Human Rights Protection Group, per l’aiuto nella preparazione del testo. È possibile leggere in lingua russa e scaricare la relazione completa sul sito del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial: Доклад «Украина: военные преступления российских агрессоров». Come Memorial Italia ci fa piacere offrire la possibilità di leggere in lingua italiana una sintesi delle tre sezioni che compongono la relazione redatta dai colleghi russi. 1. Il sistema di filtraggio nei territori occupati: rapimenti, torture, esecuzioni extragiudiziali.

10 dicembre 2025. Diritti umani: la tempesta perfetta. Dichiarazione dell’Associazione Internazionale Memorial.

Condividiamo il testo della dichiarazione dell’Associazione Internazionale Memorial pubblicata in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani 2025. Human Rights: a perfect storm. Following the two world wars, the previous 20th century gave mankind hope. Two related events in the middle of the century changed the world. On 10 December 1948, the UNO General Assembly adopted the Universal Declaration of Human Rights. Earlier in 1946, the Nuremberg trial handed down rulings against the leaders of the Nazi regime. Military aggression was declared crime, and the right of the strong to exercise arbitrary power ceased to exist. Having experienced the horrors of World War II, humanity placed the concept of human rights in the foundation of international legal system. The Soviet empire began to crumble four decades later. It appeared at the turn of the 1990s that its fall had opened opportunities for systematic and consistent implementation of these principles globally. However, the basic principles are being contested these days. International mechanisms intended to defend them have proven powerless. The aggression of Putin’s Russia against Ukraine has not met with the requisite opposition on the part of the global community. It is becoming increasingly apparent that Putin’s regime is joining forces with various dictatorships in different parts of the world. These alliances are based on suppressing human rights and unconditional prevalence of the state interests. Having striven for the observance of human rights across the world while claiming leadership among democratic states for many decades, the United States of America is currently showing an openly hostile attitude to the principles of human rights and international order based on the rule of law. Finally, populists calling for the abandonment of fundamental human rights values are gaining strength in European democracies. As we can see, these fundamental values are faced with the situation of a «perfect storm». What mankind achieved at the cost of inconceivable casualties and suffering in the previous century is falling apart in front of our eyes. Will the 21st century become one where the world is again divided by superpowers into their zones of influence? A century where despotism and imperialism rule victorious while human rights policies again become an internal affair of the individual states? And thus, a century of new world wars? Or will humanity overcome the crisis and continue progressing towards a world where the observance of human rights and dignity will be guaranteed to ALL? The answer to these questions depends on ALL of us. Board of the International Memorial Association, December 9, 2025

10 dicembre 2025. Giornata mondiale dei diritti umani: Freedom for Ukrainian Civilians.

10 dicembre 2025: in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani People First e Apus Project – e Memorial Italia con loro – desiderano richiamare l’attenzione sulla questione dei civili ucraini detenuti illegalmente dalla Federazione Russa. Secondo il Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, circa 16.000 persone sono considerate disperse e detenute illegalmente in Russia. Come confermato dalle agenzie delle Nazioni Unite e dalle organizzazioni per i diritti umani, queste persone sono sistematicamente sottoposte a tortura e altre forme di trattamento crudele e inumano. Invitiamo a guardare il filmato dedicato alla storia della cittadina ucraina Snizhana Kozlova che nell’aprile del 2022 è stata separata dal figlio dodicenne a un posto di blocco russo mentre lasciava Mariupol. Da allora non si hanno più sue notizie. Invitiamo inoltre a firmare la petizione Free Snizhana! Free Ukrainian civilian hostages, disponibile su change.org, ad aiutarci a diffondere il video e a sostenere le richieste della campagna People First per il rilascio di tutti i civili ucraini detenuti in seguito all’invasione russa: Petizione · Free Snizhana! Освободите украинских гражданских — звільніть цивільних заручників! – Francia · Change.org.

Padova, ottobre-novembre 2025. Sulla scena del(l’eco)crimine: i siti di Čornobyl’ e Semej.

Nell’approssimarsi del quarantesimo anniversario della catastrofe alla centrale nucleare di Čornobyl’ (più nota come Chernobyl) il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova ospita il ciclo di conferenze Sulla scena del(l’eco)crimine: i siti di Čornobyl’ e Semej/Semipalatinsk che si svolge a Padova nel Complesso Beato Pellegrino (via E. Vendramini, 13) nei mesi di ottobre e novembre 2025. Gli incontri intendono proporre occasioni di riflessione sui pericoli derivanti da un uso sconsiderato del nucleare per la natura e per l’essere umano. Gli effetti devastanti di avarie ed esplosioni sono amplificati all’interno di un sistema autoritario che non tiene in considerazione la vita dell’individuo. L’immagine di copertina è di Pierpaolo Mittica. Mercoledì 29 ottobre alle 16.30 presso il Complesso Beato Pellegrino (aula 8) il nostro Simone Attilio Bellezza, storico dell’Università del Piemonte Orientale, apre il ciclo con la conferenza dal titolo L’incidente di Čornobyl’ come cesura della storia ambientale e politica. L’incontro è aperto al pubblico. Lunedì 3 novembre alle 10:30 nella galleria del Complesso Beato Pellegrino, grazie all’associazione VisionArt22 A.P.S. in collaborazione con il Premio fotografico Umane Tracce, sarà inoltre inaugurata la duplice mostra fotografica Il volto oscuro del nucleare di Pierpaolo Mittica, fotografo e filmmaker, sempre impegnato nel trasformare la cronaca in memoria collettiva e nel dare voce alle vittime dimenticate della modernità. Chernobyl – 40 anni dopo ripercorre le devastanti conseguenze ambientali e umane del più grave disastro nucleare della storia europea, restituendo in immagini la quotidianità di chi ancora oggi vive e sopravvive nelle zone contaminate. Semipalatinsk – Il crimine dei test nucleari, lavoro di denuncia che ha valso a Pierpaolo Mittica il riconoscimento del Premio Umane Tracce, racconta la storia delle vittime dei test atomici effettuati in Kazakistan in epoca sovietica. L’inaugurazione si svolgerà alla presenza dell’autore che dialogherà con Enzo Cortini del Premio Umane Tracce. La mostra è aperta dal 3 novembre al 19 dicembre, dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:00. Ricordiamo che le iniziative programmate per lunedì 3 novembre iniziano alle 09:00 nell’aula 1 del Complesso Beato Pellegrino dove sarà proiettato il documentario Chernobyl. A Chronicle of Difficult Weeks (1986) in lingua originale con sottotitoli in italiano realizzati per l’occasione. Si tratta del primo reportage dedicato alla catastrofe di Čornobyl’, girato poche settimane dopo l’incidente. I viaggi nella zona contaminata sono costati la vita al regista, Volodymyr Ševčenko, deceduto poco dopo la conclusione delle riprese a causa delle radiazioni assorbite. Si tratta di uno straordinario documento con il quale si offre una testimonianza della portata del disastro malgrado i vincoli imposti dalla censura sovietica. La proiezione è stata resa possibile per gentile concessione di UkrKinoChronika, rappresentata da Law Net, ed è curata da Claudia Fiorito del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova, autrice anche dei sottotitoli. Le attività della giornata proseguono nel pomeriggio. Alle 16:00 una visita guidata della mostra condotta dallo stesso Pierpaolo Mittica sarà introdotta da un reading a cura del Laboratorio di teatro in Lingue dell’Europa Centro e Sudorientale diretto dal regista Pierantonio Rizzato di TOP – Teatri Off Padova. Una selezione di testi di Svetlana Aleksievič, Lina Kostenko e Ales’ Pis’mjankoŭ sarà interpretata dagli studenti e dalle studentesse del laboratorio.  I successivi appuntamenti, previsti per il mese di novembre nel Complesso Beato Pellegrino, aiuteranno a rievocare e comprendere il contesto e le conseguenze dei disastri ambientali nei siti di Čornobyl’ (Chernobyl, Ucraina) e Semej (all’epoca Semipalatinsk, Kazakistan). Lunedì 17 novembre alle 16:30 con l’incontro Chernobyl prima di Chernobyl Francesco M. Cataluccio, autore del volume Chernobyl (2011), rievoca la storia e l’atmosfera di una città che oggi è ricordata quasi esclusivamente per la tragedia del 1986. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto: https://unipd.zoom.us/j/82515103802. Seguirà una nuova proiezione di Chernobyl. Chronicle of Difficult Weeks.   Mercoledì 19 novembre alle 16:30 il nostro Niccolò Pianciola, storico dell’Università di Padova, tiene la conferenza L’era atomica in Asia Centrale: dalla bomba di Stalin ad oggi. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto: https://unipd.zoom.us/j/85412213958. Lunedì 24 novembre alle 16.30 sarà possibile seguire l’incontro “E il poligono atomico mi aprì il cancello”. La testimonianza di Valerio Pellizzari, il primo occidentale entrato nella città segreta. Il 17 settembre 1991 sulle pagine del Messaggero appare l’articolo di Valerio Pellizzari Apocalisse nella steppa in cui il giornalista racconta la sua eccezionale visita al poligono nucleare sovietico di Semipalatinsk/Semej, situato nella Repubblica del Kazakistan, cuore militare-strategico dell’URSS. L’incontro si svolge solo in presenza. Mercoledì 26 novembre alle 16:30 Matteo Benussi, antropologo dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, tiene la conferenza Siamo rimasti per vivere: riflessioni antropologiche sulla vita dopo il disastro di Čornobyl’. Sarà possibile seguire l’incontro anche da remoto: https://unipd.zoom.us/j/82515103802.

12 novembre 2025. Lettera di Memorial Italia all’Arci.

Oggi, 12 novembre 2025, Memorial Italia ha recapitato alla Presidenza dell’Arci e al Circolo Arci La Poderosa di Torino la lettera che riportiamo integralmente riguardante l’incontro “Russofilia, russofobia, verità” che si terrà in data odierna presso i locali del circolo La Poderosa. La lettera esprime la posizione di Memorial Italia sull’evento ed è corredata da un elenco parziale di cittadini e cittadine della Federazione Russa incarcerati per avere scritto un post sui social media circa il massacro di Buča e da un invito all’Arci a partecipare al convegno di studi La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale organizzato a Torino per il 27 e 28 novembre.  12 novembre 2025Alla cortese attenzione della Presidenza nazionale e del Comitato torinese dell’Arci L’associazione Memorial Italia esprime preoccupazione e sconcerto per la decisione di ospitare, oggi 12 novembre, presso il Circolo Arci “La Poderosa” di Torino, l’incontro dal titolo “Russofilia, russofobia, verità”. All’iniziativa parteciperanno Angelo D’Orsi, Alessandro Di Battista, Moni Ovadia e, in collegamento dai territori ucraini occupati, Vincenzo Lorusso che lavora per International Reporters, definito da Reporters Sans Frontières un “sito web dove propagandisti stranieri diffondono disinformazione russa”. Riconosciamo il valore assoluto del pluralismo delle opinioni. Questo evento, tuttavia, non rappresenta un momento di confronto o una piattaforma per una corretta informazione, quanto piuttosto una cassa di risonanza per la propaganda di regimi autoritari. Il richiamo alla presunta “russofobia” — categoria inventata dalla comunicazione ufficiale del Cremlino per delegittimare ogni critica alle politiche imperialiste e repressive della Federazione Russa — riproduce argomenti e schemi di disinformazione funzionali a chi nega l’evidenza: l’aggressione militare all’Ucraina, le violazioni sistematiche del diritto internazionale e i crimini contro la popolazione civile. Appare inoltre paradossale che il professor D’Orsi, al quale il Polo del ’900 di Torino ha infine negato gli spazi per lo stesso evento, si presenti come difensore della libertà di parola. Lo stesso D’Orsi, insieme a Vincenzo Lorusso, ha preso parte lo scorso settembre a Minsk a un festival organizzato dalla rete televisiva Russia Today, organo di propaganda del Cremlino, cioè di un Paese che nega la libertà di parola a chiunque esprima idee contrarie all’ideologia ufficiale. Mentre i due erano in Belarus’ come ospiti d’onore, nelle carceri del Paese si trovavano 1.235 prigionieri politici, secondo il Centro per i diritti umani Viasna, il cui fondatore Ales Bialiatski è stato insignito del Premio Nobel per la Pace e si trova egli stesso attualmente in prigione. In Russia, l’ONG OVD-Info segnala 1.830 detenuti per motivi politici — alcuni arrestati per un semplice post sui social media —, parte degli oltre 4.100 cittadini perseguiti per reati d’opinione. Forse anche qualcuno di loro avrebbe voluto collegarsi con “La Poderosa” per dialogare con i nostri autoproclamati difensori della libertà di parola, ma non lo potrà fare. Memorial Italia ritiene che ospitare un simile evento in una sede dell’Arci, storicamente impegnata nella difesa dei diritti umani e delle libertà democratiche, rappresenti una scelta profondamente incoerente con la tradizione antifascista e libertaria dell’associazione. Leggiamo nel suo statuto che l’Arci si richiama alla “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” e alla “Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, e ci stupiamo che la vostra associazione abbia deciso di ospitare un evento di apologia di un regime che ha recentemente rapito e deportato migliaia di bambini e bambine ucraine. È questo il motivo per cui la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato d’arresto per Vladimir Putin. Segnaliamo infine che il 27 e 28 novembre prossimi, al Polo del ’900 di Torino, Memorial Italia organizzerà il convegno “La difesa dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale”, con la partecipazione di studiose e studiosi di fama internazionale, tra cui veri esperti di Russia e Ucraina. Saremmo lieti della partecipazione di rappresentanti dell’Arci a questo appuntamento che vuole essere un’occasione di confronto serio e documentato sul tema dei diritti umani nel nuovo ordine mondiale. Ribadiamo il nostro impegno a sostenere la verità storica, la memoria delle vittime dei totalitarismi e la solidarietà con chi oggi, in Russia e Belarus’, subisce persecuzioni per aver difeso libertà e verità. Con i più cordiali saluti,il Direttivo di Memorial Italia.

Bologna e Milano, novembre 2025. La mia vita nel Gulag. Memorie da Vorkuta 1945-1956 di Anna Szyszko-Grzywacz

Il treno si fermava a ogni stazione. All’esterno strepito e battere di martelli. Se una stava dormendo, era come se quel martello glielo avessero dato sulla testa. Le assi congelate risuonavano come tambu­ri. E loro martellavano per capire se ci fosse un’asse sporgente. Nelle stazioni, quando il treno si fermava venivano effettuati i controlli, di giorno e di notte. La brina causata dal nostro fiato ricopriva le assi all’interno del vagone. Avevamo sete, quindi la grattavamo via e la ingoiavamo, anche se era fredda. Nell’ambito del ciclo di incontri Sul filo delle carte a cura dell’Archivio di storia delle donne di Bologna, giovedì 13 novembre alle 17:30 il Centro di documentazione delle donne (via del Piombo 5-7) ospita la presentazione del volume La mia vita nel Gulag. Memorie da Vorkuta 1945-1956 di Anna Szyszko-Grzywacz, ultima pubblicazione della collana Narrare la memoria, curata da Memorial Italia per Guerini e Associati. Intervengono Letizia Bianchi e Carla Tonini dell’Università di Bologna con il coordinamento di Elda Guerra dell’Associazione Orlando: un dialogo che intende riportare al l’attenzione una rara testimonianza femminile del Gulag sovietico. A Milano domenica 16 novembre alle 18:00 presso Spazio Seicentro (via Savona 99) il volume sarà inoltre presentato in occasione di BookCity Milano. Intervengono Luca Bernardini, curatore del libro, Daniela Gilardoni e la nostra Barbara Grzywacz, figlia dell’autrice.

Brescia, 11 novembre 2025. “La fine del regime” di Alexander Baunov.

Nell’ambito del Festival della Pace di Brescia, martedì 11 novembre alle 18:30 presso la sala Bevilacqua (via della Pace 10), Alexander Baunov, filologo dell’antichità e specialista di politica internazionale moderna, presenta il volume La fine del regime. La caduta di tre dittature europee e il destino della Russia di Putin. Con l’autore dialoga Maurizio Faroni, presidente della Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura. L’ingresso è libero. La presentazione è promossa dalla Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura in collaborazione con Memorial Italia e Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri Padri della Pace. Pubblicato in Russia nel 2023 ed esaurito in pochi giorni, il libro ha subito attirato l’attenzione delle autorità che hanno bollato l’autore come “agente straniero”. Raccontando la caduta delle dittature in Spagna, Grecia e Portogallo, il testo diventa un chiaro specchio per la Russia di Putin, segnata da un’autorità sempre più oppressiva e da un possibile destino simile.

Restituzione dei nomi / Возвращение имён 2025

La Restituzione dei nomi è il cuore delle iniziative organizzate da Memorial in Russia e non solo. La manifestazione è dedicata al ricordo delle vittime del Terrore di Stato in Unione Sovietica. Il 29 ottobre di ogni anno soci, volontari, attivisti di Memorial e chiunque desideri unirsi si raccolgono per leggere ad alta voce i nomi delle persone che hanno perso la vita per mano delle autorità sovietiche. La Restituzione dei nomi si è svolta per la prima volta a Mosca nel 2007 in una data e in un luogo simbolici: alla vigilia del 30 ottobre, Giornata del prigioniero politico, istituita nel 1974 dai dissidenti Kronid Ljubarskij e Aleksej Murženko, nonché Giornata della memoria delle vittime delle repressioni politiche, istituita nel 1991, e accanto alla Pietra delle Solovki, monumento alle vittime delle repressioni politiche collocato a Mosca di fronte alla Lubjanka, sede dei servizi segreti, prima sovietici e ora russi. Oggi, come sottolinea Memorial, per i cittadini e le cittadine della Federazione Russa la Restituzione dei nomi è anche una delle poche occasioni rimaste a disposizione per esprimere la propria resistenza. Nel 2025 in Italia l’iniziativa, aperta a chiunque desideri partecipare, si svolge a Bari, Milano, Torino, Verona e Roma. Bari, martedì 21 ottobre, 16:30, presso la basilica di San Nicola Milano, domenica 26 ottobre, 14:00, presso bar Feltrinelli, viale Pasubio 11 Milano, domenica 26 ottobre, 15:00, giardino Anna Politkovskaja Torino, domenica 26 ottobre, 15:00, presso il giardino Nicola Grosa Verona, lunedì 27 ottobre, 11:00, presso il giardino della Facoltà di lingue e lettere in via San Francesco 22 Roma, mercoledì 29 ottobre, 18:00, in via del Valco di San Paolo 19 Nel 2024 la Restituzione dei nomi si è svolta in 45 paesi e 141 città. Anche quest’anno, per il 29 ottobre 2025, Memorial invita a partecipare all’iniziativa, raccogliendosi in luoghi commemorativi, piazze, incontri online o in piccoli gruppi, ovunque ci si trovi in Russia e nel mondo. Ciò che conta sono i valori condivisi di dignità, libertà e rispetto per la vita umana. È possibile organizzare la Restituzione dei nomi dove si desideri, così come è stato per Memorial Italia negli ultimi tre anni. Per organizzare la lettura dei nomi in una città italiana invitiamo a contattarci utilizzando l’indirizzo info@memorialitalia.it o tramite i nostri canali social. Forniremo istruzioni e tutto il supporto logistico necessario. Per partecipare è possibile unirsi a una delle iniziative locali indicate sul sito dedicato alla manifestazione o proporsi per l’organizzazione di una lettura. Si può parlare della Restituzione dei nomi agli amici e alla propria comunità, anche condividendo le informazioni sui social media. Ogni contributo è importante. Ricordiamo inoltre che dietro ogni iniziativa per la Restituzione dei nomi c’è un lavoro accurato e invisibile. I volontari preparano le schede stampate con i nomi destinati alla lettura, portano fiori e candele, si occupano dell’impianto audio, realizzano e montano i filmati, aggiungono i sottotitoli in molte lingue e gestiscono una diretta streaming di dodici ore affinché le voci del ricordo possano essere ascoltate in tutto il mondo. Le donazioni rendono possibile tutto questo: Возвращение имен. Mercoledì 29 ottobre 2025 l’ormai consueto collegamento on line permetterà di seguire in diretta la lettura dei nomi. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito October29, disponibile in russo e in inglese.