Il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha dichiarato organizzazione estremista il “movimento sociale internazionale Memorial”. Anche se non esiste alcun movimento con questo nome, i rischi per chi appartiene alle diverse organizzazioni legate al nome di Memorial è concreto.
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Dentro la retorica bellica di Vladimir Putin
Il complottismo come schema interpretativo della realtà; il risentimento come emozione dominante, tipica di molte forme di populismo; l’antioccidentalismo e, in alcuni casi, l’anticolonialismo; il rifiuto del cosiddetto mainstream occidentale; un conservatorismo orientato alla difesa dei valori tradizionali; il revisionismo storico. Negli ultimi anni, la propaganda russa ha saputo coltivare e amplificare questo repertorio discorsivo, preparando il terreno per la legittimazione di una guerra su larga scala.
Lettera aperta agli editori di Exibart per la copertina su Nikas Safronov, “pittore di corte del regime di Putin”
L’intervento di due critici d’arte, che devono restare anonimi, che definiscono inaccettabile il tributo riservato all’artista vicino ai vertici della Federazione russa nelle attuali circostanze storiche.
Volodymyr Zelens’kyj: «La pressione esercitata sulla Russia è insufficiente. Da parte degli Stati Uniti, ma anche dell’Europa».
Volodymyr Zelens’kyj, intervistato da “Le Monde”, risponde a domande sul Medio Oriente, il rapporto con gli USA di Donald Trump, le necessità dell’Ucraina e le trattative per la fine della guerra.
L’abbraccio caldo a Wolf Biermann, 50 anni dopo, in una Germania in cerca d’autore
Il ritorno sul palco di Colonia a mezzo secolo da quello che forse è il concerto più importante del Novecento tedesco. Di sicuro, per molte ragioni, il più gravido di conseguenze, sia personali, per i molti coinvolti, che politiche.
Silvia Stöber: “La disinformazione russa fa breccia in Germania. Se AfD guadagna potere è un rischio serio”
Intervista con la giornalista investigativa sulla propaganda e sulle violenze russe in Ue: “Oggi c’è una maggiore sensibilità, ma non è sufficiente per combattere adeguatamente la disinformazione. E gli effetti sulla popolazione tedesca sono percepibili. Lo si nota già ascoltando amici e parenti. Questo vale sia nella Germania orientale che in quella occidentale”.
Armenia-Azerbaijan: se vera pace sarà, non sarà per tutti
Show mediatico a parte – e pur con tutta la condivisibile cautela espressa da diversi analisti – l’accordo siglato a Washington è un passo importante di un percorso avviato dalla diplomazia dei due stati del Caucaso meridionale già prima dell’arrivo al potere di Trump. Se si rivelerà solo di un pessimo spettacolo, è presto per dirlo. C’è però un primo elemento, certamente negativo.
La fame di espansione della Russia e il malinteso diffuso sulla politica estera di Mosca
L’aggressione russa all’Ucraina non è una reazione al comportamento dell’Occidente, ma ha cause storiche, ideologiche, culturali e politiche interne alla Russia. Affonda le sue radici nelle tradizioni imperiali russe, nei meccanismi di legittimazione politica interna, nelle ambizioni geostrategiche e nelle rivendicazioni irredentiste sui territori dell’Impero zarista e dell’Unione Sovietica.
Recita a soggetto. Trump è un attore nel teatro negoziale di Putin
Gli Stati Uniti hanno imparato poco dall’inutilità dei loro intensi negoziati diplomatici con la Russia e dalla continua moderazione politica nei confronti di Mosca. Ma la questione fondamentale sarà fino a che punto Trump condividerà l’interpretazione di Putin delle cause, della natura e del significato della guerra di aggressione di Mosca.
13 agosto 2025. People First: lettera aperta al presidente Donald Trump.
Nell’ambito dell’iniziativa People First e in vista dell’incontro tra il presidente Donald Trump e il presidente Vladimir Putin previsto per venerdì 15 agosto 2025, Oleksandra Matviichuk, presidente di Center for Civil Liberties, e Oleg Orlov, presidente del Centro per la difesa dei diritti umani Memorial, associazioni insignite nel 2022 del premio Nobel per la pace, insieme alle 73 organizzazioni che aderiscono alla campagna, hanno sottoscritto e rivolto una lettera aperta al presidente Trump. L’obiettivo di People First è richiedere di inserire al tavolo delle trattative di pace tra Russia e Ucraina la questione della liberazione di tutte le persone incarcerate o deportate dopo il 24 febbraio 2022.

