Il 9 aprile 2026 la Corte Suprema russa ha dichiarato organizzazione estremista il “movimento sociale internazionale Memorial”. Anche se non esiste alcun movimento con questo nome, i rischi per chi appartiene alle diverse organizzazioni legate al nome di Memorial è concreto.
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28 gennaio 2025. Lettera aperta e raccolta firme per la liberazione di Jurij Dmitriev.
Oggi, 28 gennaio 2025, Jurij Dmitriev, nostro collega di Memorial Carelia, compie settant’anni e trascorre l’ennesimo compleanno in prigione. In questa occasione Memorial propone una lettera aperta che è possibile sottoscrivere utilizzando il link Liberté pour Iouri Dmitriev ! – Association Mémorial France. La liberazione delle persone perseguitate dai regimi totalitari deve rimanere uno dei compiti più importanti della diplomazia internazionale, anche quando i risultati sono soltanto parziali. Attualmente in Russia più di 4.600 persone sono detenute con accuse di carattere politico. Tutte loro devono essere liberate. In alcuni casi la questione del rilascio immediato è particolarmente urgente: si tratta di salvare vite umane. Questa è la situazione di Jurij Dmitriev, uno dei primi prigionieri politici della recente ondata di repressioni di Vladimir Putin. Arrestato nel dicembre 2016 con false accuse, è in carcere da oltre nove anni. Oggi 28 gennaio 2026 compie 70 anni. Festeggia questa data in un carcere a regime duro in Mordovia. Durante la detenzione, diverse malattie croniche di cui soffre Jurij Dmitriev si sono acutizzate. Invece di ricevere cure, Dmitriev viene regolarmente punito a causa delle sue precarie condizioni di salute: è stato più volte rinchiuso in una cella disciplinare per aver tentato di sedersi sul letto durante il giorno o per non aver svolto gli esercizi mattutini con sufficiente energia. Sospettato di avere un tumore, si vede negare da tre anni qualsiasi diagnosi e cura adeguata. Secondo quanto stabilito dalla sentenza, dovrà rimanere in carcere per altri sei anni. Tuttavia, qualsiasi ritardo nella fornitura di cure mediche adeguate potrebbe presto rivelarsi fatale. Il motivo per cui è stato avviato un procedimento penale contro Jurij Dmitriev è chiaro: il suo lavoro di ricerca sulla storia del terrore staliniano in Carelia, nel nord della Russia, e il suo desiderio di preservare la memoria di questi crimini. Jurij Dmitriev era a capo della sezione careliana dell’associazione russa Memorial. Per trent’anni ha cercato i luoghi di sepoltura delle vittime del Grande Terrore e attraverso pazienti ricerche negli archivi ha ricostruito il destino delle persone assassinate. Grazie al suo lavoro, sono stati creati diversi luoghi della memoria dei crimini del regime stalinista, in particolare il sito commemorativo di Sandarmoch, uno dei luoghi oggi più noti dei massacri di massa del Grande Terrore del 1937-1938. Jurij Dmitriev ha ricostruito le biografie di migliaia di persone decedute, tra cui più di un centinaio di personalità – scrittori, poeti e registi teatrali – del cosiddetto Rinascimento fucilato dell’Ucraina. Nel 2014, Jurij Dmitriev ha coraggiosamente condannato le azioni delle autorità russe nell’Ucraina orientale. Il suo lavoro di storia e memoria è stato premiato con numerosi riconoscimenti, tra cui la Croce d’oro al merito della Repubblica di Polonia (2016), il premio del Gruppo Helsinki di Mosca per la difesa dei diritti umani (2017), il premio Lev Kopelev (2020) e il premio Andrej Sacharov del Comitato Helsinki norvegese (2020). Le autorità russe hanno risposto con un’accusa falsa e montata ad hoc e una condanna a 15 anni di reclusione in un carcere a regime duro. Chiediamo ai responsabili politici degli Stati Uniti, dei paesi europei e del Regno Unito, nonché ai rappresentanti delle organizzazioni internazionali, di mettere in atto tutti i mezzi diplomatici e giuridici a loro disposizione affinché Jurij Dmitriev sia rilasciato il prima possibile. Il suo settantesimo compleanno, celebrato in carcere, è un’occasione importante per ricordare i suoi meriti e ribadire che solo la sua immediata liberazione consentirebbe a Jurij di rivedere i suoi cari.
Palermo, 28 gennaio 2026. Proiezione del film documentario “The Dmitriev Affair”.
Mercoledì 28 gennaio alle 17:00, presso palazzo Bonocore, Palermo (piazza Pretoria 2), il nostro vicepresidente Andrea Gullotta presenta il film documentario The Dmitriev Affair con la partecipazione in videocollegamento della regista Jessica Gorter. Il film è in lingua russa e inglese con sottotitoli in italiano. L’ingresso è libero e gratuito. Jurij Dmitriev è uno storico e attivista, direttore di Memorial Petrozavodsk. Negli anni Novanta scopre un’enorme fossa comune in cui sono sepolte migliaia di vittime del Grande Terrore. Nella radura boschiva di Sandormoch, in Carelia, inaugura un cimitero commemorativo e riesce a raccogliere persone di varie nazionalità intorno a un passato complesso e conflittuale. Da sempre schierato contro il governo della Federazione Russa, nel 2014 Dmitriev condanna apertamente l’invasione della Crimea. Da allora inizia per lui un calvario giudiziario che lo porta a essere condannato a quindici anni di reclusione. Il documentario di Jessica Gorter, realizzato nel 2023, racconta con passione e precisione la sua tragica vicenda. Ricordiamo che proprio il 28 gennaio Jurij Dmitriev compirà settant’anni in carcere. Memorial propone dunque una raccolta fondi e la possibilità di inviargli lettere e messaggi. I fondi raccolti saranno utilizzati per coprire le spese che Dmitriev deve sostenere in carcere (acquisto di generi alimentari, medicinali e beni di prima necessità), pagare le visite dell’avvocato e ritirare i pacchi. Per maggiori informazioni: 28 gennaio 2026. Lo storico di Memorial Jurij Dmitriev compie settant’anni in carcere. Raccolta fondi. La proiezione si svolge nell’ambito del convegno internazionale Literature of Socialist Trauma: risultati e prospettive che si tiene il 27 e 28 gennaio a Palermo. Il convegno sarà trasmesso su Zoom. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti al pubblico.
Il caso Sandormoch. La Russia e la persecuzione della memoria.
Il caso Sandormoch. La Russia e la persecuzione della memoria di Irina Flige. A cura di Andrea Gullotta con traduzione di Giulia De Florio (Stilo Editrice, 2022). Il protagonista del libro di Irina Flige è Sandormoch (Carelia), la radura boschiva in cui, negli anni Novanta, Veniamin Iofe, Irina Flige e Jurij Dmitriev scoprirono la fossa comune dove era stata sepolta un’intera tradotta di detenuti del primo lager sovietico, sulle isole Solovki. Sandormoch è un luogo chiave per comprendere il ruolo della memoria storica nella Russia contemporanea e la battaglia ingaggiata dagli attivisti e storici indipendenti contro l’ideologia ufficiale. La scoperta di questa fossa comune e la creazione del cimitero commemorativo sono soltanto due “atti” della tragedia che ruota intorno a Sandormoch e che ha portato all’arresto e alla condanna di Jurij Dmitriev, attualmente detenuto in una colonia penale. Nella peculiare e coinvolgente narrazione di Flige, adatta anche a un pubblico di non specialisti, la memoria si fa vivo organismo, soggetto a interpretazioni, manipolazioni, cancellazioni e riscritture. Il trauma del Gulag si delinea così come il terreno di scontro tra uno Stato autoritario e repressivo e l’individuo libero che vuole conoscere la verità e custodire la memoria del passato. Irina Anatol’evna Flige (1960), attivista per i diritti civili e ricercatrice, collabora da anni con antropologi e storici per condurre ricerche legate alla scoperta e preservazione dei luoghi della memoria del periodo staliniano. Nel 1988 entra a far parte di Memorial, associazione all’epoca non ancora ufficialmente registrata. Ne diventa collaboratrice nel 1991 e dal 2002 ricopre la carica di direttrice di Memorial San Pietroburgo.
Roma, 20 settembre 2024. “Il caso Dmitriev”.
A Roma, venerdì 20 settembre 2024, nella sede dell’agenzia di stampa Dire, si è svolto un incontro dedicato ai prigionieri e alle prigioniere politiche detenuti nelle carceri della Federazione Russa.Nell’occasione sono state proiettate parti del documentario The Dmitriev Affair, scritto e diretto da Jessica Gorter. Sono intervenuti Giulia De Florio, docente di lingua e letteratura russa e presidente di Memorial Italia; Raffaela Chiodo Karpinsky, attivista e giornalista; Andrea Gullotta, docente di lingua e letteratura russa e vicepresidente di Memorial Italia. Ha moderato Nicola Perrone, direttore dell’agenzia Dire. Lo scambio di prigionieri avvenuto all’inizio dello scorso agosto è stato un momento di grande sollievo per la parte di società civile russa che lotta contro il regime di Vladimir Putin. Le prime dichiarazioni rilasciate da alcuni dei detenuti liberati hanno rivolto l’attenzione alle migliaia di persone che si trovano ancora nelle carceri e colonie penali russe in cui sono costrette a scontare condanne severissime per avere tentato di esprimere la propria opinione o agire contro l’ideologia ufficiale. Il caso di Pavel Kušnir, pianista deceduto in cella per sciopero della fame, costituisce una sollecitazione a fare di più. In questo contesto “il caso Dmitriev” rappresenta uno degli esempi di opposizione più emblematici e descrive con nettezza la parabola involutiva vissuta dalla Federazione Russa dagli anni Novanta a oggi: la memoria storica è diventata terreno di scontro politico e chiave di volta dell’ideologia putiniana. Jurij Dmitriev è uno storico e attivista, direttore di Memorial Petrozavodsk. Negli anni Novanta scopre un’enorme fossa comune in cui sono sepolte migliaia di vittime del Grande Terrore. Nella radura boschiva di Sandormoch, in Carelia, inaugura un cimitero commemorativo e riesce a raccogliere persone di varie nazionalità intorno a un passato complesso e conflittuale. Da sempre schierato contro il governo della Federazione Russa, Dmitriev condanna apertamente l’invasione della Crimea, nel 2014. Da allora inizia per lui un calvario giudiziario che lo porta a essere condannato a tredici anni e mezzo di reclusione. Il documentario di Jessica Gorter, realizzato nel 2023, racconta con passione e precisione la sua tragica vicenda. Gabriele Nissim, ha letto per Memorial Italia l’ultima dichiarazione di Jurij Dmitriev, pronunciata l’8 luglio 2020, come parte del progetto 30 ottobre. Proteggi le mie parole. L’incontro intende dare testimonianza della situazione critica vissuta oggi da numerosi prigionieri e prigioniere politiche nella Federazione Russa, provando a raccontare l’attualità e a illustrare quali azioni concrete di sostegno sia possibile realizzare.
Dichiarazione dell'Associazione internazionale Memorial – 13 febbraio 2024
Dichiarazione dell’Associazione Internazionale Memorial sulle persecuzioni giudiziarie contro suoi membri.
Giornata dei prigionieri politici, 30 ottobre 2023
I prigionieri politici sono numerosi nella Federazione Russa ancora oggi. Il 30 ottobre 2023 Memorial Italia vuole ricordarli pubblicando una serie di video in cui vengono lette le ultime dichiarazioni di alcuni di loro, celebrando in tal modo una triste ricorrenza che fu istituita ormai quasi cinquant’anni fa.
Jurij Dmitriev verrà trasferito in una colonia penale della Mordovia
Pessime notizie per lo storico Jurij Dmitriev, come leggiamo dal comunicato di Memorial pubblicato il 7 aprile e qui tradotto.
Comunicato ufficiale di Memorial Italia
A proposito della liquidazione di Memorial Internazionale e del caso Dmitriev
Jurij Dmitriev riceve il premio Andrej Sacharov per la libertà
Jurij Dmitriev è stato insignito del premio Sacharov per la libertà dal Comitato norvegese di Helsinki.

