La sfida della mobilitazione ucraina, nella guerra su vasta scala

L’Ucraina è riuscita finora in un’impresa difensiva che poche altre nazioni europee sarebbero state in grado di compiere. Il servizio militare è divenuto però una delle questioni più controverse, e questo è fonte di minacce sia dall’esterno che dall’interno. C’è un divario crescente tra coloro che prestano servizio e non sanno quando saranno smobilitati e coloro che sono riusciti a evitare la mobilitazione. Tale ingiustizia abbassa il morale e crea problemi per la coesione sociopolitica.

Georgia, la democrazia che muore un pezzo per volta

Bandiera dell'Unione Europea durante le proteste a Tbilisi il 2 dicembre 2024 Kanal13, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Come pochi altri paesi aveva guardato con speranza all’Europa, oggi scivola verso il consolidamento di un sistema autoritario che, grazie a un gruppo di interesse politico-economico sostenuto dal Cremlino, minaccia di farsi irreversibile. Sullo sfondo di proteste quotidiane su larga scala, viene soffocata da un veleno che non è più soltanto una metafora.

Martin Schulze Wessel: “La Germania e l’Ucraina. E una guerra che si poteva impedire”

Angela Merkel e Vladimir Putin, 2 maggio 2017The Russian Presidential Press and Information Office, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Chi ha ignorato l’Ucraina e perché?​ Questa zona d’ombra attraversa la politica e l’opinione pubblica del XIX e XX secolo. Si va dalla semplice trascuratezza all’ignoranza deliberata fino alla rimozione attiva. Tutto ciò converge nella percezione tedesca dell’Ucraina che era – e in parte è ancora – un luogo invisibile nella mappa mentale dei tedeschi.

L’abbraccio caldo a Wolf Biermann, 50 anni dopo, in una Germania in cerca d’autore

Wolf Biermann a Berlino, 3 dicembre 1989Bundesarchiv, Bild 183-1989-1203-004 / Senft, Gabriele / CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 DE

Il ritorno sul palco di Colonia a mezzo secolo da quello che forse è il concerto più importante del Novecento tedesco. Di sicuro, per molte ragioni, il più gravido di conseguenze, sia personali, per i molti coinvolti, che politiche.

Le potenze minori otterranno armi di distruzione di massa?

La guerra russo-ucraina e il conseguente declino dell’ordine mondiale post-1945 potrebbero spingere potenze relativamente minori a dotarsi di armi atomiche, biologiche e/o chimiche per scoraggiare le più grandi.

Nuovi confini della protesta in Russia e come valicarli

Paesaggio in Baschiria (Başqortostan) (foto: Руслан Бурангулов, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons)

Quali sono i mezzi di protesta legali rimasti in Russia oggi? Dove, come e grazie a chi si intrecciano i movimenti ambientalisti, quelli per i diritti umani e quelli di sostegno alle popolazioni locali? Un’analisi dei nuovi problemi da affrontare all’interno dei confini nazionali russi.

Silvia Stöber: “La disinformazione russa fa breccia in Germania. Se AfD guadagna potere è un rischio serio”

Intervista con la giornalista investigativa sulla propaganda e sulle violenze russe in Ue: “Oggi c’è una maggiore sensibilità, ma non è sufficiente per combattere adeguatamente la disinformazione. E gli effetti sulla popolazione tedesca sono percepibili. Lo si nota già ascoltando amici e parenti. Questo vale sia nella Germania orientale che in quella occidentale”.

Armenia-Azerbaijan: se vera pace sarà, non sarà per tutti

Il presidente dell'Azerbaigian İlham Əliyev (Ilham Aliyev) (foto di President.az, CC BY 4.0, Link)

Show mediatico a parte – e pur con tutta la condivisibile cautela espressa da diversi analisti – l’accordo siglato a Washington è un passo importante di un percorso avviato dalla diplomazia dei due stati del Caucaso meridionale già prima dell’arrivo al potere di Trump. Se si rivelerà solo di un pessimo spettacolo, è presto per dirlo. C’è però un primo elemento, certamente negativo.

La fame di espansione della Russia e il malinteso diffuso sulla politica estera di Mosca

Nella foto: Vladimir Putin e Donald Trump a Helsinki nel 2018 (Kremlin.ru, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons, con modifiche)

L’aggressione russa all’Ucraina non è una reazione al comportamento dell’Occidente, ma ha cause storiche, ideologiche, culturali e politiche interne alla Russia. Affonda le sue radici nelle tradizioni imperiali russe, nei meccanismi di legittimazione politica interna, nelle ambizioni geostrategiche e nelle rivendicazioni irredentiste sui territori dell’Impero zarista e dell’Unione Sovietica.

Recita a soggetto. Trump è un attore nel teatro negoziale di Putin

Donald Trump (foto: Daniel Torok, CC BY 3.0 US, via Wikimedia Commons)

Gli Stati Uniti hanno imparato poco dall’inutilità dei loro intensi negoziati diplomatici con la Russia e dalla continua moderazione politica nei confronti di Mosca. Ma la questione fondamentale sarà fino a che punto Trump condividerà l’interpretazione di Putin delle cause, della natura e del significato della guerra di aggressione di Mosca.